14. Attività di Clemente VII per le cose interne della Chiesa. Suo atteggiamento di fronte alla questione del concilio e della riforma. entre soffriva perdite su perdite nel mondo antico, la Chiesa guadagnava molte migliaia d’anime nelle terre nuovamente scoperte al di là dell’Oceano:1 che se là toccavaie udire i più forti rimproveri e derisioni, qui udiva dalla bocca dei nuovi cristiani benedizioni per la liberazione dalla notte del paganesimo e ringraziamenti per la protezione contro la crudeltà dei conquistatori.2 Coloro ai quali dovevasi quest’opera benedetta erano principalmente i figli di san Domenico e di san Francesco. A gara i due Ordini, variamente in ciò aiutati da Clemente VII, mandavano oltre l’Oceano sempre nuovi missionarii pronti al sacrificio. Da una lettera a Carlo V del 19 ottobre 1532 con cui questi ottiene la facoltà di scegliere 120 Francescani, 70 Domenicani e 10 Girolamini per le «colonie delle Indie occidentali» e di mandarli là — ove fosse necessario anche contro il volere dei loro superiori regolari — appare in quale larga misura il papa promovesse l’opera della missione nell’America spagnola.3 1 In una * lettera del 25 marzo 1534, diretta a Balth. epixc. ScaIni.. Clemente VII ringrazia delle notizie sulle nuove scoperte dicendole importanti anche per la dilatazione delia religione e a «ri unge : * « Agi in uh Igitur Deo omnipotenti gratias quod in dies temporibus nostris illud propheticum implere dignatur : In omnem terram ex. son. eorum ». Min., brer. 1533, voi. -}6, n. 119, dove la data è incollata e perciò il documento è erroneamente posto al 15.53. 2 Già nel 1524 l’America sentiva la prima pulsazione della vita dei con-cilii : vedi Hefele-Hebgenbother IX, 389 s. 3 Boi et. de Ui li. Acati, de la litui. XXI, Madrid 1892, 380. • 'fr. Docum. l tetti e tu bui. secr. Vatic. quae Romanor. Pontif. erga. A meridie pojtulofi curarti oc studia... testantur phototypia descripta, typis \atic. 18i>3 ( sta in] tato in soli 2ì> esemplari) n. 23. p. 42; ibid. n. 22 p. 41 una lettera di demente A II del ~ luglio 1526 al generale dei Francescani Fr. Quinones, colla quale lo si conferma