Impressione suscitata dall’elezione di Adriano VI. 21 Adriano, si inculcò in modo pressantissimo di spingerlo senza tregua a imprendere sollecitamente il viaggio verso Roma. I legati dovevano inoltre presentare al papa una professione di fede, colla quale Adriano aveva da promettere il mantenimento della fede cattolica e l’estirpazione delle eresie specialmente di quella diffusa in Germania, dovendo egli insieme promettere, che non trasferirebbe la sede della Corte papale senza consenso dei cardinali. I legati finalmente avevano anche l’incarico di chiedere al papa la conferma delle disposizioni fino allora prese dai cardinali e di distorlo pel momento da atti decisivi di governo.1 Quantunque queste deliberazioni fossero state definitivamente compilate ai 19 di gennaio del 1522, pure la partenza dei legati veniva differita di settimana in settimana. La mancanza del denaro pel viaggio e la difficoltà di procurarsi navi non possono esserne stata la causa unica. Probabilmente i cardinali esitavano ad allontanarsi d’Italia in vista d’un nuovo conclave, chè per lungo tempo si aspettò invano la notizia, che Adriano avesse accettato la elezione fattasi di lui. Ripetute volte corse anche in Roma la voce che il papa fosse già morto.21 Francesi poi dicevano apertamente, che bisognava procedere ad una nuova elezione.3 Confusione, angoscia, terrore e paura dominavano la grande maggioranza degli abitanti di Roma; giubilavano soltanto gli imperiali e i Tedeschi. Sia lodato Iddio, scriveva immediatamente dopo l’elezione l’inviato di Carlo, Manuel, perchè per la pace e per la prosperità della Chiesa e per la potenza del re non eravi persona più adatta di questo papa, che è un sant’uomo e creatura di sua imperiale maestà.4 Con un amico il Manuel ripetè, che il nuovo ‘ L’istruzione per i tre cardinali legati (Colonna, Orsini e Cesarini), che ricorre molto di frequente manoscritta (nell'A r c h i v i o segreto pontificio V. Polii. VII, f. 258 ss.; alla Vaticana Ottob. 2515, f. 334 s., ?.1J,1, f. 5 ss. ; Vrbin 865, f. 34 s. ; Coti, lìnrb. lai. 2103, f. 116b ss. : alla Ambrosiana in Milano [P. 196. Stip] e alla Comunale d’Ancona. Ivi come pure in Cod. Ottob. colla falsa data del 20 gennaio), è stampata in Weiss, Pap. A’État I. 241 ss. e Gaciiard, Correspond. 10 ss., ma molto scorrettamente per più d’un aspetto. Questo vale specialmente per la Professio, aggiunta all’istruzione, che Adriano doveva fare. Ivi secondo i codici sopra citati va certamente letto rcforinatione »torti m invece di ref. horum. Anche il passo; luro etiam atquc profltcor salubcrrimam sacri coltegli continuare è guasto: saluberrO-mam non dà senso e probabilmente va letto saluberrima completandosi forse con decreta. È cosa importante, che negli indicati codici invece di s. collega stia dovunque : sancii concilii, che dà un senso sostanzialmente diverso. Sul valore della Projessio voluta da Adriano vedi Busohbeix in Köm. Quartalsehr. X. 44C s. 2 Cfr. Saxuto XXXII. 408, 417, 425; Clerk in Brewer III 2, n. 2017 Höfleb 119ss. «Molti credono che il papa sia morto, riferisce da Roma addi 21 febbraio 1522 Bartol. Argillense (Archivio di Stato in Bologna). * Bergexroth II. n. 376. * Grkgorovil'S, IV, 630, 681, n. 15.