Annali d’ Italia. clefiaftico , e di tornarfene in Portogallo. Il che fu efeguito, feccan-dofi con ciò una ricca fontana d’oro, che fcorrea per tutta Roma. Parve poco quello allo sdegnato Re. Comandò, che ufciife de’luoi Stati Monjìgnor Firrao, da lui non mai riconofciuto per Nunzio, nè volle lafciar partire Monfignor Bichi, tuttoché chiamato coll’intimazion delle Cenfure in cafo di difubbidienza , e defiderofo di ubbidire. Oltre a ciò nel Mefe di Luglio vietò a chiccheilia de i fuoi Sudditi il mettere piede nello Stato Ecclefìaflico, il cercar Dignità o Benefìzi della Santa Sede, il mandare o portar danaro a Roma: con che reflò affatto chiufa la Nunziatura e Dateria per li fuoi Stati. Finalmente cacciò dal fuo Regno ogni Italiano fuddito del Papa, con proibizione, che alcun d’effi non entraffe ne’fuoi'territorj. Altro ripiego non ebbe la Corte Romana , per tentare un rimedio a quella turbolenza , che di raccomandarli all’ interpolìzione del piiilimo Re Cattolico Filippo V. ilante la buona armonia di quella Corte colla Portoghefe a cagion del doppio Matrimonio flabilito fra loro. In mezzo nondimeno a si fatti imbrogli Dio fece godere un’indi-cibìl confolazione per altra parte al fanto Pontefice. Siccome uomo di Pace non avea ommeffo ufizio o diligenza alcuna in addietro, per vincere 1’ animo del Cardinal di Noaglies Arcivefcovo di Parigi, fin-quì pertinace in non volere accettare la Bolla Unìgenitus. Finalmente cotanto poterono in cuore di quel Porporato le amorofe efortazio-ni del buon Pontefice, e il concetto della di lui Santità, e l’aver que- ili dichiarato, che la dottrina d’ effa Bolla non contrariava a quella di Santo Agoilino: che il Cardinale s’induffe ad abbracciarla. Per 1* allegrezza di quella nuova, e di una Lettera tutta fommeffa di quel Porporato, non potè il fanto Padre contenere le lagrime, e non finì l’Anno, ch’egli annunziò nel facro Conciftoro quello trionfo della Chiefa, per cui il Noaglies fu riftabilito in tutti i fuoi diritti e preminenze. Due nobili Bolle, e molte Provvifìoni pubblicò nell’Anno prefente l’inde-feffo Pontefice pel buon regolamento della Giuflizia, a fin di troncare il troppo perniciol'o allungamento delle liti, e levare molti altri a-bufi del Foro, de gli Avvocati, Proccuratori, Notai, ed Archivj : regolamenti, i quali farebbe da deiiderare , che fi flendeffero ad ogni altro paefe, e quel che più importa, che iì offervaffero ; perciocché ordinariamente non mancano buone Leggi, ma ne manca l’ofTervanza, e chi abbia zelo per quello. Da molti anni fi trovavano in grande fcom-piglio i Tribunali Ecclefìaflici della Sicilia a cagion di qjella appellata Monarchia, abolita da Papa Clemente XI. Facea continue iftanze l’Imperador Carlo VI. che fi metteffe fine a quello litigio; e il Santo Pa-