\ 164 Annali d’ Italia. Andarono intanto crefcendo varj infiliti alla fanità del già Re dì Sardegna Vittorio Amedeo, che gli annunziavano imminente il fine de’fuoi giorni. Mollró quefto Principe qualche defiderio di vedere il Re Tuo tiglio, il quale non ayea men premura pel medeiìmo oggetto. Ma nel tempo che fi (lava ponderando, fe quefto abboccamento conveniilè, giunfe avvifo , effere il Re Vittorio peggiorato cotanto, che già fi trovava a gli eftremi. Per quefto rifleiTo, e per altri motivi addotti dalla Regina, che in tale ftato il Tuo incontro, lungi dal produrre alcun buono effetto, avrebbe potuto affrettar la morte all’ infermo Padre , e nuocere anche alla fanità del Figlio, di già alterata per così disguftofe circoltanze : altro non fi fece. Il dì yi. d’Ottobre fu poi quello, che sbrigò da quefto Mondo effo Principe Vittorio Amedeo; pervenuto già all’età di feffanta fei anni e mezzo, ed e-gli ne prefe il congedo con fentimenti di vera Pietà ed eroica coftan- „ za. Celebre fempre durerà nelle Srorie, e nella memoria de'Pofteri il nome di quefto inligne Sovrano per la fomma acutezza e vivacità della mente, pel fuo valore, fortezza, e faggia condotta in mezzo alle turbolenze dell'Europa, e a i pericolofi impegni, a’quali egli s’ efpofe ; per 1’accrefcimento d’una Corona, e dt non pochi altri Stati alla fua Reai Famiglia , e per tante altre gloriofe azioni, tali certo che andò innanzi a i fuoi più rinomati Anteceffori, ed incredibile fu la ftima , che di lui ebbero tutti i Potentati d’Europa. Nel fervore della fua gioventù la incontinenza gli avea tolta la mano; ma da che fi fuggì da lui, chi l’avea fatto prevaricare, colla pubblica emendazione purgò gli fcandali pailati, e fi vedea mifchiato col Popolo accoftarfi alia facra Menfa. Non mancò mai di cuftodire la Principefca gravità, e pure niun più di lui fi difpensò dalle formalità, con aver egli fapu-to effere Re, e infieme Popolare: tanta era la fua d’.finvoltura. Parvero, è vero, difaftrofi gli ultimi periodi del fuo vivere; ma egli fe ne fervi per meglio preparati! a comparire davanti a Dio, e a laida-re quaggiù i conti colla divina Giuftizia, con portar feco la contentezza d’aver lafciato un Figlio capace di ben regnare al pari di lui, un Re pieno di moderazione, di faviezza , di coraggio, e di tante altre belle doti ornato, che il rendono amabile a tutti 1 Sudditi fuoi. Solenni efequie furono poi fatte al defunto Principe, la cui Moglie fi ritirò in un Convento di Religiofe a Carignano. Poco felicemente paffavano in quefti tempi gli affari de’Genovefi per 1’oftinata ribellione de’Corfi, nulla avendo finora giovato a mettere in dovere quella feroce gente le migliaia di Tedefchi fotto il comando del Generale JVachtenìonck. Per le morti e diferzioni s’ erano que-