2.66 Annali d* Italia: rimafero si defolate, o colle mura sì fmofTe, che i padroni d' effe falvatifi nella campagna o nelle navi; più non fi attentavano a riabitarle .* Fu in queft5 Anno 5 che il fommo Pontefice Benedetto XIV. tuttoché non poco agitato e diftratto per l’aggravio inferito a’Tuoi Stati da tante milizie ftraniere , che quivi , come in cafa propria giravano o fiiTavano anche il lor foggiorno: pure intento Tempre al Pa-ftoral Governo, pubblicò nel Mele d’Agolìo una rifentita Bolla contri di chi non ubbidiva a i Decreti della fanta Sede intorno a certi riti Cinefi già vietati , e ciò non ottante permeili da alcuni Mif* iìonarj a queJ novelli Crifliani. Tali pene intimò , e tali ripieghi pre-fcriffe, che fi potè promettere da lì innanzi un’efatta offervanza delle Coilituzioni Apoftoliche. Anno di Cristo mdccxliii. Indizione vi. di Benedetto XIV. Papa 4. di Carlo VII. Imperadore z. rTHOcco’al territorio di Modena di aprire in queft’ Anno il teatro X delle azioni militari con una non lieve battaglia. Sapea il Conte di Gages, che gli Auftriaci e Sardi reftavano di vii» in più corpi e Luoghi ; e che i principali pofti da loro guerniti di gente, erano il Finale e Buonporto, amendue lui Panaro; e però pensò alla maniera di forprendere uno de’loro qtìartieri. Poco dopo il principio di Febbraio, affinchè non fi penetraffe il fuo dilegno , finfe un conliderabil furto a lui fatto, e nafcofo il ladro in Bologna. Pertanto fece iftanza al Cardinale Legato, che fi chiudeiTero le Porte della Città, e fi iafciaffe entrar gente, ma non ufcirne alcuno. Fermofli egli nella itefTa Città con alquanti Ufiziali, affaccendati in traccia del pretefo ladro . Sull’alba del tèguente giorno due di Febbraio s’inviò la picciola Armata fua alla volta di San Giovanni e di Crevalcuore , e nel dì feguente paiTato il Panaro fra Solara e Campofanto, quivi ftabilì ed afficurò un ponte. Nulla di ciò , eh’ egli Sperava, gli venne fatto; perchè la notte itefTa , in cui da Bologna fi moiTe l’efercito fuo, perfona nobile parziale della Regina d’Ungheria , mandò giù dalle mura di quella Città Lettera d’avvilo di quanto manipolavano gli Spagnuoli, a chi frettolofamente la portò a Carpi al Maresciallo Conte dì Traun. Furono perciò a tempo, fpediti gli ordini alle truppe efìftenti nel Finale di ritirarfi, ed altri ne andarono a Parma, ed altri lìti, dove fi trovavano milizie Auflriaco-Sarde. Raunate che furono tutte, il Mare- fcial-