Anno M D C C X X V I 11; i39 datario il Principe Ereditario di Modena Francefco Fratello d’efla. Dopo molti nobili divertimenti s’inviò la novella Ducheffa nel dì fetti-mo alla volta di Parma, dove trovò preparate funtuofe fefte pel Tuo ricevimento. Chiarito ormai il Re Cattolico Giacomo IH. della tranquillità, che fi godeva in Inghilterra, e non eiTervi apparenza, che alcun vento propizio fi fvegliaffe in fuo favore, fui principio del Gennaio di queft’Anno fi reftituì a Bologna. Videfi allora la fofpirata riunione di lui colla Regina Cltmentina fua Coniorte, la cui incomparabil Pietà e Divozione non meno ftupore, che tenerezza cagionava in tutto quel Popolo. E ben ebbe la Città di Bologna motivi di grande allegrezza in quefti tempi, per avere il Sommo Pontefice Benedetto XII1. nel dì 30. di Aprile pubblicato per uno de’Cardinali riferbati in petto Monfignor Profpero Lambertini Arcivefcovo di Teodofia, Vefcovo d' Ancona, Segretario della Congregazion del Concilio, e Promotor della Fede, di nobile ed antica Famiglia Bolognefe , Prelato d’infigne fapere, fpezialmente ne’facri Canoni, e nell’ Erudizione Ecclefiaftica. Nel qual tempo ancora fu promoifo alla facra Porpora il Padre Vincenzo Lodovico Gotti, parimente Bolognefe, eletto già Patriarca di Gerufalemme , e Teologo rinomato per varj fuoi Libri dati alla luce. Noi vedremo andando innanzi portato il primo d’eiTi dal raro fuo merito alla Cattedra di San Pietro. Durava tuttavia la fpinofa pendenza fra la Corte Pontifizia e quella di Lisbona , per la pretenfione moiTa da quel Re di voler promoifo alla Dignità Cardinalizia il Nunzio Apoftolico Bichi, prima che egli fi parti ile da Lisbona, e ne’prel’enti tempi maggiormente fi vide incalzato il Santo Padre da i Miniftri Portoglieli su quefto punto. A tante prefiure di quel Re, ftranamente forte in ogni fuo impegno, a-vrebbe facilmente condifcefo il buon Pontefice, ficcome quegli, che cercava la Pace con tutti. Ma coftiruita fopra quefto affare una Congregazion di Cardinali, alla tefta de’quali era il Cardinal Corcdini uomo di gran petto , fu rifoluto di non compiacere quel Monarca, perchè niuno metteva in difputa, che il Principe poiTa , quando e come vuole, richiamare i fuoi Miniftri dalle Corti altrui; nè fi dovea permettere un efempio di tanta prepotenza in pregiudizio dell’avvenire. A tal determinazione il manfueto Pontefice fi accomodò, ed attefe più che mai a dar nuovi Santi alla Chiefa di Dio, e ad efercitarfi nelle confuete fue azioni Paftorali. Ma fe n’ebbe forte a dolere il Popo- lo Romano, perchè tanto il Cardinal Pereira, che l’Ambafciatore di quel Re, e i Prelati Portoglieli, anzi qualfivoglia perfona di quella Nazione, ebbero ordine di levaifi da Roma, e da tutto lo Stato Ec-