Annali d’ Italia; tempo farvi un’irruzione . Ora nel Mefe appunto di Novembre calò il Fernamonte, e prefe il Contado di Bormio ; ma il Roano nulla trattenuto dalla fuperiorità delle truppe nemiche , andò ad affalirlo , e gli diede una folenne fconfitta . Di così finiftro avvenimento, iìccome vogliono alcuni, non era informato lo Serbellone , quando addoffo anche a lui repentinamente arrivò il Roano, che il mife in rotta, e fece acquiilo di tutto il fuo ricco bagaglio, e della cafla di guerra: il che rafferenò nella Corte del Re Criilianiffimo il torbido cagionato dal- lo fconfigliaro affedio di Valenza. Fecero anche nell’Anno prefente un tentativo gli Spagnuoli contro la Francia con alleilire una Flotta di trenta cinque Galee e di alquanti groifi Vafcelli, e d’altre Vele minori , che dirizzò le prore verfo il mare di Provenza. Ebbe quella a combattere con un furiofo temporale, che cacciò a fondo fette di quelle Galee con tutta la gente, e difperfe e conquafsò il relio, con aver dovuto gittar in mare artiglierie e cavalli . Le cure del Romano Pontefice Urbano Vili, in quelli tempi erano quali fi convenivano al facro fuo grado, cioè di proccurar la Pace fra’Principi Criltiani. A quello fine fpedì egli a Parigi con titolo di Nunzio ilraordinario Giulio Maurino, nato di Padre Palermitano nel 1602. in Pifcina d’Abbruzzo, ingegno de’più fini, che s’abbia mai prodotto la Terra, e che potea ilare a fronte del finiflìmo Cardinale di Richelieu. Era egli ben conofciuto, ed affai ilimato da effo Cardinale, fors’anche fu da lui foilenuto, e con fegreti ufizj preffo il Papa promoffo, da che gli Spagnuoli per la perdita di Cafale erano divenuti fuoi giurati nemici, e tardarono poco a far calde illanze al Pontefice, per farlo richiamar di Francia, dipignendolo per uomo venduto al Ri* chelieu, e in ciò non s’ingannavano. Gran corte faceva il Mazzarino al Cardinale , e quelle due nobiliiiime volpi bene fpeffo {lavano foli teila a teda per lo fpazio di quattro, ed anche più ore , grandi affari mafticando fra loro, per far non già la Pace defiderata dal Papa, ma guerra per tutta la Criilianità. Credeva la gente , che il Mazzari-no fi fermaffe in Francia per fervigio del folo Papa, ed egli nello ftef-fo tempo ferviva come di Miniilro al Richelieu, al quale riufcì di tener faldo in Francia per due anni quello sì utile ilrumento. Graviffi-me ancora furono le querele fatte al Papa dall’Ambafciatore di Spagna contra di Odoardo Duca di Parma, per avere ofato di prender l’armi contro la Corona di Spagna, fenza permiffione del Pontefice fuo Sovrano, e fpronavano la Santità fua a dichiararlo decaduto dal Feudo, e ad invertirne il fuo Nipote Don Taddeo, promettendogli la potente loro affiftenza. Ma Papa Urbano, che non voleva liti colla Francia, altro