Anno MDCLXIV. i55 fente non foiTe compiuto l’accordo, egli intendeva di reflare in piena libertà di cercar quelle foddisfazioni, che foiTero competenti alla Tua Corona nella guifa, che gli foffe fembrata più valevole e propria: perciò nel dì dodici del fuddetto Mefe furono da que’Miniftri fottofcritti i Capitoli della concordia fra Sua Santità, ed efTò Monarca. Poco profittò la Caia Farnefe in tal congiuntura, perchè fu ben rimeiTa a lei la facoltà di riacquiftar Caftro nel termine di’otto anni, ma con reffar vivii debiti fuoi afcendenti a più d’un millione e fecento mila feudi, e con tutte le apparenze, che il Duca Ranuccio li. mai non ricupererebbe quello Stato, fic-come in fatti avvenne. Meno ne profittò la Caia d’Efte, perchè con trecento quaranta cinque mila feudi fi pretefe di quetar le fue sì fondate p’retenfioni, afcendenti a più millioni. La principal cura de’Franzefi fu di fpremere dalla Corte di Roma tutte anche le più eforbitanti foddisfa* zioni in riftoro dell’affronto, che pretendeano fatto al decoro della Corona. Vollero dunque, che il Cardinal Chigi andaffe con titolo di Legato a Parigi a feufare 1’ occorfo accidente. Che altrettanto faceffe il Cardinale Imperiali, già cacciato da Genova per le iitanze del Re. Che Don Mario Chigi ufeiffe di Roma con proteffa di non aver avuta parte in queirattentato, nè vi poteffe tornare, fe non dappoiché il Cardinal Chigi aveffe portate le difcolpe della fua Cafa alla Corte di Francia. Finalmente vollero, che fi dichiaraffe la Nazion Corfa da lì innanzi incapace di fervire a i Papi, e che fi alzaffe in Roma una Piramide con Ifcrizione contenente quefto Decreto contra de’Corfi. Con sì fatta difguftofa concordia contra di cui fece dipoi il Papa itila fegreta Protefta, ebbero fine i garbugli fuddetti. Richiamò il Re Criilianiffimo in Francia le fue fanterie, e lafciò, che la cavalleria paf-faffe dipoi al fervigio dell’lmperadore .Ma niun faggio vi fu, che non difapprovaffe un sì rigorofo e prepotente procedere della Francia contra del Vicario di Crifto , e tanto più per accidente avvenuto fenza menoma colpa del medefimo Papa e de’fuoi Parenti. Venivano intanto da Vienna calde e frequenti iftanze al Pontefice per foccorfi, ftante la guerra fufeirata dal Gran Signore in Ungheria . Trovò il Papa un pronto fpediente di aiutar l’lmperadore , e di fgravare nel medefimo tempo sè fteffo da un grave fardello. Cioè gli efibì gli otto mila fanti e due mila cavalli, già da lui affaldati. Ma perchè voleva concedere i foli uomini fenza fpendere un foldo da lì innanzi, la Corte di Vienna non vi fi fapeva accomodare, e maflìroa-mente effendo quella gente collettizia , ed inefperta nel meftiere dell’ armi. Mentre su quello fi va difputando , il Papa, che non potea più Sopportar quel pelo, impazientatoli licenziò nel dì tre di Aprile qua*. fi tut-