I MONACI BASILIANI D’ITALIA IN ALBANIA 189 « Un tal Simon Sacro monaco ( 1) greco, con sua lette tera delli 15 agosto scrive che essendo egli archiman-« drita (2) di Costantinopoli, fu da quel Patriarca (3) « inviato allo stato Veneto per esarca di quei Greci (4); « ma egli sprezzando ogni cosa si è convertito alla fede ((. cattolica, e con espressione di molta devotione rappre-« senta il suo desiderio di venirsene a Roma a render « la dovuta obbedienza. (1) Traduzione letterale della parola'l€po|i<5vayo; = monaco sacro, sacerdote. (2) Titolo dato in origine a chi era investito dell’autorità sopra più monasteri, passato più tardi come titolo prelatizio, specialmente iu Russia=monsignore. (3) Partenio II, succeduto nel patriarcato a Cirillo di Berea, eletto immediatamente dopo il famigerato Cirillo Lukaris. Gfr, L. Allato, De Ecclesiae Occidentalis atque Orientalis perpetua consentione ecc. ecc. Coloniae Acrippinae 1748. Cap. XI, pag. 1601 e segg. (4) Una numerosissima colonia greca, com’è risaputo, composta per lo più da mercanti e da nobili profughi, fiorì a lungo in Venezia. Provenivano in gran parte dall’isola di Creta: creduti cattolici, dal Papa Leone X ottennero facoltà di eleggere e rimuovere, se ne fosse il caso, un sacerdote per la cura della Chiesa propria, eretta con pieno consenso del Consiglio dei Dieci nell’anno 1511. La loro supposta fedeltà al Papa non durò a lungo; Clemente VII revocò nel 1528 la concessione di Leone X. Il gran Consiglio onde prevenire nuovi disordini prescrisse nel 1734 che i due cappellani, non essendo più sufficienti uno solo, dovessero essere uniti alla Chiesa Romana: che prima di prender possesso del benefizio dovessero subire un esame di approvazione per parte del Nunzio Apostolico, e che finalmente queste condizioni, accettate dai Greci, dovessero essere registrate e fedelmente osservate. Per avegolare ai futuri sacerdoti la via agli ordini sacri, senza metterli a contatto con Costantinopoli a scopo di evitare l’intromissione diretta dal Patriarcato nei domini Veneti, fu concesso fin dal 1577 un Arcivescovo titolare di Filadelfia che ebbe l’incarico di ufficiare la Chiesa di S. Giorgio ed eventualmente di ordinare i sacerdoti per i domini veneziani.