Nell’Albania di trent’anni fa 79 torrenziali in un batter d’occhio nelle stagioni delle grandi pioggie. Così la terra inaridisce e perde a mano a mano 1’ « humus » necessario per una feconda produzione. Per tutte queste cause, alle quali si deve pur aggiungere il flagello legale delle rappresaglie per cui ai colpevoli di certi delitti si incendiano le case, si tragliano le piante, e si lasciano incoltivati i terreni, la miseria cresce invece di diminuire. Il regolamento del condotto dell’acqua da cui dipende il pane quatidiane, forma per consequenza una delle preoccupazioni più pressanti. Un atto fraudolento, una usurpazione può destare un incendio che difficilmente si spegne. Nelle montagne la ricchezza generalmente è rappresentata dalla quantità di bestiame che uno tiene più che dalle terre coltivate. L’allevamento è naturalmente abbastanza primitivo e non esiste nessuna cura veterinaria. A ogni modo l’ambiente sano della montagna lo fa sufficientemente prosperare in modo che chi lo sa custodire può cavarne l’unico mezzo per comprarsi il pane che la terra la più parte delle volte non può dare a sufficienza. E l’unico commercio della montagna con la città, insieme col prodotto della caccia e con qualche raro prodotto dei boschi. Nè esistono altri capitali e il danaro o non si trova affatto o in assai scarsa misura. In certe regioni però quando il danaro c’è anche in minime proporzioni, è fatto subito servire alla speculazione usuraia. Non è affatto raro che si presti danaro con l’interesge del 25%, e certuni non si peritano di imporre il 50 e anche il 100%. È verissimo che anche i debitori sono generalmente cattivi pagatori, ma l’usura produce a sua volta moralmente ed economicamente effetti disastrasi, costringendo non di raro a vendere i terreni e a emigrare, ciò che non è quasi mai un vero beneficio nè dal punto di vista igienico nè dal punto di vista morale. Il monta-