LA STAMPA Un primo lavoro di non piccola importanza per la questione della lingua albanese, su cui esclusivamente intendiamo trattenerci, ci viene presentato dal p. Borgia dei monaci di Grottaferrata (1). Ce ne occupiamo volentieri perchè trattasi di un testo antico; e per una letteratura tanto povera qual’è l’albanese, anche una riga rappresenta un tesoro. Nella breve prefazione, l’autore presentandoci la Pericope Evangelica, ci dice che per l’età veneranda del testo essa merita di occupare il primo posto. Vedremo in seguito se questo giudizio corrisponde a verità. Intanto diciamo subito che lo stesso testo era stato già edito nel 1906 da S. Lambros (2), ma stante la limitata conoscenza della lingua, l’esimio scrittore pur avendoci dato tutto il testo, con due parole ci avverte che « a causa del taglio subito dal margine, le righe mancano delle prime sillabe; e in vista di ciò, nella lettura che egli ci fornisce, ogni principio di riga è munito da regolare parentesi quadra con relativi puntini, destinati a rappresentare le lettere mozzate. Il danno sarebbe stato sensibile se il margine fosse stato realmente troncato; ma dalla lettura fattane dal Borgia e meglio ancora dalla riproduzione fototipica apparisce chiaro che non solamente il testo è integro, (1) Pericope Evangelica in lingua albanese del secolo XIV, da nn manoscritto greco della Biblioteca Ambrosiana. Grottaferrata, 1930. (2) Néo? ÉXXr)vo|j.vr|U(ov, Tofi. IY (’AOfivm 1906) a. 481,482.