218 Per l’Epistolario di Demetrio Cidone. Avignone, la Serenissima ecc., ai 5 luglio 1388 il Calofero faceva testamento in Venezia, nominandovi propri esecutori testamentari « Dimitrium Guidonis [evidentemente per « Chidonis »] de Constantinopoli, si erit Venetiis,.... et Manuelem Chrisolara, si erit Venetiis » ('); insomma i due grandi e nobili amici che sul cadere del secolo XIV trovansi uniti in missioni 0 viaggi a Venezia. Finalmente si ha notizia della sua morte, che seguì nel 1392, «in partibus Cypri » (2), dove precisamente si era recato l’amico di Demetrio e donde si credeva che non fosse per ritornare più. Appare quindi fondata a sufficienza la congettura, che sia diretta a Giovanni Lascaris Calofero anche la lettera 49, e perciò debbasi riportare avanti l’anno 1393, forse anche due o tre anni avanti; e così quel nuovo viaggio di Demetrio (col Crisolora?) a Venezia sarebbe stato circa il 1390 all’ingrosso, anzi verso il 1389, ove sia ragionevole vedere nella disposizione testamentaria di Giovanni un segno 0 dell’intesa d’incontrarsi colà 0 dell’invito che egli aveva diretto 0 pensava dirigere a Demetrio. 8) Anche la lettera 3a (ed. Camm., pp. 5-7) mi sembra diretta al Calofero. 11 corrispondente l’aveva chiamato un bugiardo perchè, dopo avergli promesso che si sarebbe trovato con lui a Venezia nell’inverno, era passato già un anno e non si era mosso. Demetrio si scusa con le sciagure della patria : divisioni interne, oppressione dei barbari, danneggiamenti, sospetti, gelosie; con la peste che infuriando anche sulle navi l’aveva trattenuto dall’ imbarcarsi ; e con le minacce e lusinghe insieme del buon imperatore, che non voleva l’andata. Egli stesso poi essersi persuaso dell’inutilità del viaggio gravoso, che non aveva altro scopo fuori del convegno : l’amico, non mai fermo, è irraggiungibile come un uccello (3). Restargliene tuttavia il desiderio, e partirà ma ad un patto, che esso la finisca coll’ interminabile suo vagare e si stabilisca in qualche città tranquilla d’Italia, dove riposi e goda la sua fortuna : allora verrà anch’egli a godere con lui ammirato da saggi e da duci di popoli (4). Insomma le cose, che dal 1365 in poi toccò di ripetere sempre, quasi con le stesse espressioni, a quel cavaliere errante del Calofero, salvo la conclusione, che tradisce l’età avanzata dei due, nella quale conviene « calar (!) M. L, « Byzantinisch-neugriech. Jahrbücher», VI, 319. 0 JORGA, 1. c. (3) ó yàg siti KeXxoù? tòte ‘/.al ttjv e|(o OàXaxxav (pi-.oóuEvog av, jtcòs où [xàxryv ¡xe xói|)eg av fkm/.oio 8cóoei' Tjv f]8ioxa 8ì) «ai aùxò? oty.i'ioo), jisiaOsl? Xoijiòv àv8ol xoaoúxcp aw8taxQÌi|)£iv aùxóOt, ov oí voiv exovxej xaì xwv éOvcov f|YE(xóv85 È0aij(ia0av (lin. 48-69).