<=$* 479 «approfonda saviezza : « La beneficenza verso i miseri, inspirata dalla natura, comandata dalla religione, cessa di essere virtuosa, se mal diretta, e diviene sorgente di oziosità e di vizi. Non ha diritto a partecipare agli avanzi dell’ altrui lavoro, se non colui che è reso per fatai sorte incapace a procurarsene col proprio; chi, ad un pan guadagnato col sudor della fronte, preferisce la vita infingarda ed abbietta dell’ accattare, è indegno della compassione de’ suoi simili, ed è giusto che la società lo allontani dal suo corpo come membrb inutile, o come dannoso lo sottoponga al rigor della legge. » Il bando della questua fu impossibile a mantenersi durante l’ultimo blocco ( 1813-1814 ), e nel tempo successivo, per la carestia e le malattie che afflissero Venezia; ma 1’ 44 febbraio 1817, il patriarca Milesi annunciava che nuovamente sarebbe proibito mendicare, e che nello stesso tempo avrebbesi costituita una commissione generale di pubblica beneficenza, destinata a raccogliere le elemosine, prima largite individualmente, per dispensarle in modo ordinato, e con intelligenza, premettendo sempre l’informazione che accerti la vera miseria e l’impotenza al lavoro. Proibendo a’poveri di ricorrere alla pietà di chi passa per le vie, torna necessario che venga provveduto a chi manca di lavoro momentaneamente, per non ¡spingere il misero in modo inevitabile al delitto, e per non costringerlo a lasciarsi perire d’ inedia. A questa necessità sopperisce la casa d’industria, la quale venne schiusa il 2 gennaio 4812. Per poter frequentare la casa di lavoro è necessario appartenere alla comune di Venezia, o per nascita, o per domicilio, ed esser miseri. Pei fanciulli poi che non abbiano 44 anni, voglionsi ancora gli attestati che comprovino la nascita e la vaccinazione, mentre quelli che non toccano i dieci anni non vengono accolti che in compagnia di un qualche loro parente, e per essi fu, nel 4844, annesso allo stabilimento un asilo infantile. Anzi, per l’istruzione de’ fanciulli ricorrenti, si credette bene di aggiungere alla casa di lavoro una scuola elementare, ed una officina di calzoleria, ove potessero apprendere questo mestiere sotto la direzione di un artiere a ciò destinato. Fra i ricorrenti alla casa d’industria, attualmente alcuni maschi e femmine vengono occupati ne’ servigi della casa, verso un correspettivo stabilito. Gli uomini si prestano a tenere monde le vie pubbliche, ed a curare la illuminazione ad olio della città ; servigi che la casa d’industria, nel 4834 e nel 4838, assunse in qualità d’impresaria. Gli altri lavori principali, in cui si occupano gli uomini, sono il far istuoie di brulla, filare la canapa, tessere la tela. Le donne sono addette alla filanda della canapa, alla lavanderia per lo stabilimento e per altre commissioni date dai particolari alla pia casa, e in lavori femminili, facili ad eseguirsi da queste lavoratrici avventizie e temporanee. Tutti gli accorrenti hanno indistintamente il vitto, che