o 254 o Con rete simile, ma a maglie più grandi, ài prendono i becanoti e le beccaccie. L’ uccellata delle quaglie a stanga, che si fa in luglio, agosto e settembre, è troppo nota perchè la descriviamo, cosi quella a co-pertor da noi delta a tratta, con la quale si prendono i fringuelli ed altri uccelletti nei campi, e le allodole di passo nei prati in ottobre ; come anche quella della caseta che si usa per prender le passere di passaggio. Descriveremo quella che usano i nostri uccellatori mestrini per prender le arcasc, le pavoncine, le vetole, i coridori, i totani muti e gli storni. Hanno essi delle reti a tratta espressamente fatte e lunghissime, ed hanno l’abilità di farle giocare nella palude anche se sia semicoperta dall’acqua, mentre questa uccellagione non si può praticare che in tali luoghi umidi e malsani. Piantano il capannuccio lontanissimo dalle reti, e col mezzo di lunghissimi tiranti le fanno chiudere con tutta prestezza. Fanno essi dei zimbelli imitanti questi volatili, coprendoli con le loro stesse piume a segno tale che sembrano vivi, e li dispongono sì bene al di fuori e al di dentro delle reti che illudono veramente. Aggiungono zimbelli vivi e di una abilità sorprendente nel zufolare, per il che ne fanno prede copiosissime. Hanno altresì gli uccellatori mestrini un’abilità particolare nel prendere i ciati o pionze. Scelgono un luogo aperlo e vicino alle paludi, ove sono solili a frequentare questi uccelli. Formano una piccola capanna di canne o di verdi arbusti. Piantano alla destra, ad una ad una, tante lunghe cannelle col loro pennacchio, finché abbiano formato un largo e folto boschetto, lungo quanto è il paretaio. Stendono le reti, e vi dispongono ai quattro lati alcuni richiami ingabbiati che servono a chiamar i passaggeri ; avvertendo dì porne qualcuno a maggior distanza, acciocché dia loro l’avviso, dispongono fra le reti dei vivi zimbelli, e ne attaccano anche alcuni a piccole bacchette movibili, che fanno alzare all’uopo mediante un filo. Pochi sono quegli uccelli che scappano da tali insidie ; così seducente, così naturale è la disposizione di tutta l’uccellanda.