-ss» S23 «fc- prezzo, essendo ricercate dai fabbricatori di panno e da quelli di berrette di lana, perchè più fine. II linificio, il cotonificio e gli altri lavori analoghi, non sono estese industrie, ma sussistono solo a provare la loro esistenza. Le tele da vela però, i cordaggi, la cui produzione è collegata col movimento marittimo c mercantile, ne seguono le vicende, e perciò prosperano e decadono a seconda della prosperità che regna nel commercio. Per questo motivo negli ultimi tempi si rialzarono a miglior condizione. D’ altra parte ne’ lavori fini sono a notarsi i ricami fatti sul bobinet e sul limi, i quali pe' consumi di Venezia, che sono notevoli, occupano molti industrianti, e se ne fanno spedizioni anche nella circostante terraferma e a Trieste. Così pure i pizzi o merletti di refe, pe’ quali è famosa Venezia a cagione dell’eccellenza e dello smercio che se ne aveva in passato, non sono scomparsi, e se ne fanno specialmente per uso delle ceremonie ecclesiastiche. Si fabbricano ancora i merli così detti di punto, che ora pare che la moda di nuovo ricerchi, ed in cui sono valentissime le donne di Pelestrina e quelle di liurano. Le tintorie sono varie, ma per la massima parte servono soltanto ai bisogni locali. Tuttavia, rimane viva l’antica fiorente industria che faceva importanti spedizioni di panni e di berrette tinte nella Turchia. Se ne mandano d’ ogni colore in Dalmazia e nell’ Albania, donde poi si diffondono nelle varie regioni turche. Numerose sono le orificerie, le quali lavorano moltissime suppellettili ed ornamenti per le chiese e ad uso famigliare. Gli argentieri si distinguono dagli orefici, ma il più spesso in una stessa officina si lavorano 1’ oro e l’argento. Gli orefici veneti fanno con ¡special industria una catenella d’oro fina pieghevolissima, la quale serve ad ornamento, volgarmente detta manin d’oro. Il dazio di favore concesso a queste manifatture per la loro introduzione nell’ interno della monarchia, mite quando fu attivata la franchigia per i lavori d’ oro, era per quelli d’ argento notevolmente gravoso. Più tardi, quest’ ultimo venne diminuito, e così fu facilitato lo smercio dei prodotti corrispondenti. La catenella d’ oro, che è uno dei più interessanti e dei più pregiati prodotti della veneta orificeria, oltre al consumo che si fa nelle prossime provincie, s’invia anche all’estero, e specialmente in Inghilterra ed in altre parti del nord d’Europa. Gli altri prodotti s¡ smerciano principalmente nelle provincie dell’ impero che sono più prossime : e le manifatture d’ argento si mandano in parte anche nell’ Istria e nella Dalmazia, facendosene spedizioni però non considerevoli all’ estero. La zecca, che conia monete d’ oro, d’ argento e dì rame, e medaglie d’ ogni sorta, anche per conto dei privati, si può considerare come un’ officina condotta dalla pubblica amministrazione. Al tempo del governo veneto,