-=$•■ S50 «s=- mentre dalle importazioni che sono fatte nel porto, ed antecedentemente chiarite, la maggior porzione è consacrata al consumo di quelle provincie austriache che se ne provvedono per questa via. Da ciò viene che 1’ uno coll’ altro questi commerci sieno correlativi, sebbene, per le avvertenze già esposte, 11011 si possa calcolare con giusta precisione il loro rapporto. Le merci, secondo i prospetti da’ quali furono tolte le indicazioni che diremo, sono distinte in due grandi categorie che contengono altre suddivisioni. La prima comprende i prodotti naturali, sotto il qual nome si vuol accennare a’ coloniali, ai combustibili, ai materiali di costruzione, ai grani, all’ olio, ecc. ; la seconda abbraccia i prodotti industriali che si distinguono in materie prime ed in manifatture compiute. Varie sono le proporzioni nelle quali queste diverse specie di merci presero parte a formare gli accennali valori. I prodotti naturali, se si abbia riguardo all' importazione, ammontarono per il valore a cento trentotto milioni, e quindi costituiscono la maggior parte della somma totale. Le materie prime e le manifatture incompiute salirono a sessant’ uno milioni; le manifatture compiute a sei per quello che appare ne’ registri delle dogane. Da ciò si vede una progressione decrescente sensibilissima dai primi agli ultimi prodotti. Una legge diversa ha luogo per l’esportazione. In questa le manifatture compiute tennero il primo luogo, e da cinquantacinque milioni ne assorbono la metà, ossia ventisette; i prodotti naturali contano per sedici milioni; le materie prime e le manifatture incompiute per undici. Questo fatto si spiega agevolmente, se riflettasi alle tariffe daziarie austriache che sono altamente protettive. Riguardando alle singole specie de’prodotti racchiusi in quelle ampie categorie, si vede che i valori dei prodotti naturali sono in massima parte rappresentati dai generi coloniali, dai grani, dall’ olio, dal pesce secco e fumato, che sommati insieme salirono nel quinquennio a centoventi milioni, de’ quali quasi cinquantadue milioni dal solo olio, mentre tutta l’importazione dei prodotti naturali, come fu veduto, giunge a centotrentotto milioni. L’importazione de’ grani supera di molto l’esportazione, e ciò avviene per obbedire alla opportunità degli spacci rispettivi, per cui mentre alcune provincie ne importano, altre invece ne asportano, a seconda delle distanze in cui si trovano ¡ compratori. Infatti, nel quinquennio accennato la prima salì al valore di ventisei milioni di lire, mentre a due soli milioni fu stimato il grano e gli altri prodotti agresti, tra cui primeggia il riso, che si esportarono. Di tale maniera, il grano che dalle provincie circostanti dell’ impero venne esportato a Venezia, calcolasi per media proporzionale a poco più che quattrocento mila lire, mentre l’importato supera cinque milioni. Fra i prodotti industriali, la vasta categoria delle materie greggie nell’ Importa-