457 •»£> al suo fine, resterà monumento certissimo della operosità del tipografo al migliore vantaggio degli studii. Dopo queste due tipografie, altre meritano che se ne faccia parziale ricordazione ; quella degli eredi Baglioni, della quale avanzano ancora segni dell’ antico lustro, a cui era salita fin dal secolo XVII ; quella di Alvisopoli, così chiamata da un villaggio in Portogruaro, dov’ebbe principio. Trasportata poscia in Venezia del 1814, e venuta dieci anni dopo in potere di Bartolomeo Gamba, s’ é resa benemerita de’ classici studii italiani, procurando la pubblicazione non pur di opere bibliografiche, ma eziandio di collezioni contenenti i migliori scrittori di lingua; alla diffusione de’ quali tanto s’ adoperò il valentissimo Gamba. Posseduta è presentemente dal figlio Francesco, editore del Vaglio. Sono uscite da’ suoi torchi accurate edizioni ; per esempio, le Fabbriche più cospicue di Venezia con dugentocinquanta tavole in rame ( 1815-20, voi. 2, fol. ) ; di cui due esemplari furono impressi a chiaroscuro, e mandati l’uno in Francia, l’altro in Baviera; ed oltracciò qualche libro in greco, come la raccolta di aneddoti greci, non continuata, che stampavasi pur cura di A. Mustoxidi e di Demetrio Schinas; raccolta oggidì raramente completa. All’ alvisopolitana aggiungonsi le tipografie di Lorenzo Fracasso, editore un tempo dell’ Osservator Veneziano ; di Giuseppe Molinari, di Giambattista Merlo : senza quelle di Francesco An-dreola ( che da parecchi anni stampa per conto degli Uffizii del Governo) e di Antonio Cordella, stampatore patriarcale. Non omettendo poi quelle della Gazzetta Privilegiata e del Commercio, sarebbe grave difetto tacerne di altre fondate recentemente ; come de’ fratelli Gattei, di Giuseppe Gaspari, di Sebastiano Tondelli : le quali danno buone edizioni. Ma voglionsi più particolarmente ricordare Giovanni Cecchini e Pietro Narratovich ; operosi amendue al maggior decoro dell’arte che professano. 11 primo ( già in essa provetto ) diede a quest’ ora compiute parecchie opere di sua proprietà, e ne ha dodici in corso, scientifiche e storiche; e non minor numero è inteso già 1’ altro a compirne. vol. ri. 58