<=s* 556 Le bandiere estere che maggiormente frequentano nel porto di Venezia sono la pontificia, la napoletana, la greca, l’inglese, la svedese, poi vengono con diversa proporzione le altre di quelle nazioni con cui Venezia si trova in diretta relazione. Così pure se si abbia riguardo a’porti da cui vengono, ed a cui vanno le navi che entrano e che escono da Venezia, si scorge che sono tutti quelli che appartengono alle regioni colle quali avviene il commercio che fu antecedentemente chiarito. A rendere agevole l’entrata del porto di Venezia, a migliorare la navigazione nel golfo, vennero ne' tempi vicini a noi cominciate e quasi compiute la diga di Malamocco, e la torre con faro sul litorale veneto nel luogo detto Pulita di Piave vecchia, ora foce del Sile, le quali costruzioni, coordinate colle misure che si presero, e con quelle che si meditano, renderanno sempre più sicuro ed agevole il cammino al navigante per il porto di Venezia. La grande diga fu ideata allo scopo di rendere facile il passaggio delle navi per il porto di Malamocco impedito dagli scanni di sabbia resi variabili dalla marea e dal soffiare dei venti, per cui diveniva arduo alcune volte il penetrare con sicurezza nel tranquillo asilo oiferto dalle lagune. Fu altrove veduto in qual condizione oggidì esso si trovi, e quali le provvidenze che lo debbono rendere uno fra migliori porti che si conoscono. La camera di commercio nel 1838 deliberò di perpetuare la ricordanza della presenza di S.M. l’imperatore in Venezia innalzando un monumento che nello stesso tempo servisse al pubblico bene. Fu scelto di erigere una torre con fanale nel luogo accennato, la quale ha per iscopo di indicare un asilo, in quel sito sicuro che presenta quasi un piccolo seno, ai naviganti che fossero spinti da una burrasca ad investirsi sulle coste, e che non possono entrare nel porto di Malamocco. Ivi riesce agevole 1’ approdare, e porsi all’ ancora, ma per non essere lo spazio abbastanza grande, non potrebbe facilmente riconoscersi sempre, senza 1’ ajuto d’un segnale che servisse opportunamente di guida al luogo di salvamento. Con questa costruzione si soddisfaceva ad un vivo desiderio più volte manifestato dai navigatori. Ad agevolare le transazioni, ed a promuovere alcune particolari industrie non mancano le società commerciali anonime. Fra queste viene prima, per la sua importanza, e per lo scopo di rianimare i concambi, associando i capitali, la società veneta commerciale. Essa fu iniziata nel 4839, e definitivamente costituita nel 4844, al fine di commerciare direttamente coi paesi esteri e colle più lontane regioni per suo conto, e per conto dei terzi sopra bastimenti propri ed altrui, e di occuparsi anche di ogni operazione commerciale che fosse creduta più opportuna. Fu stabilito che il capitale da adunarsi definitivamente dovesse ascendere a cinque milioni di fiorini