-cC£o 49 più prossime alla terraferma, scende puranche una qualche vena d’ acqua dolce, condotta da’ vicini fiumi. Molte valli, là dove non sieno naturalmente marginate dalle barene, vengono chiuse tutto all’ intorno mediante canne assicurate con pali, chiamate grisuole, che impediscono l’uscita del pesce colà in gran copia raccolto. Queste diconsi appunto valli chiuse. Siccome peraltro tutti i sili eh’ esistono entro i confini della laguna sono soggetti ad eguale vigilanza e disciplina, così un tale chiudi-mento è da riguardarsi come una concessione eccezionale, limitata ad alcune stagioni, e da rinnovarsi di volta in volta. Le grisuole sono più fitte là dove attraversano gli ultimi internati canali, chiamati ghebbi ; però in alcuno di essi deve ogni proprietario di valle tener preparato un varco, da aprirsi ad ogni inchiesta dell’ autorità in vigilanza. Sul margine delle valli chiuse vengono eretti appositi casoni, sopra terrapieni riparati da muri, ad uso de’ pescatori. Altre valli poi, circondate da bassi paludi, rimangono aperte, e vi si esercita la pesca mediante le reti, o in altri modi, come in campo libero della laguna. Oltre alla pescagione assai proficua, le valli offrono ancora il vantaggio d’ una cacciagione abbondante d’ uccelli palustri. Le valli più ragguardevoli per ampiezza e importanza sono : nella laguna superiore, quelle di Grassabò, di Dogado, di Ca Zane, ecc., e nella inferiore, la valle di Mille Campi, la Boschetta, Val del Moraro, Val dell’ Inferno, ecc. Queste ultime, poste in vicinanza a Conche, molto scapitarono dopo 1’ immissione del Brenta verso quel sito. LEGISLAZIONE DELLA LAGUNA. La preservazione e il buon mantenimento della laguna di Venezia, sin da’più remoti tempi, chiamarono a sè l’attenzione dei veneti magistrali, siccome oggetto della più alta importanza alla sicurezza, al ben essere e alla prosperità della città dominante e della repubblica. Sotto la generale denominazione di Legislazione VOL. II. 7