196 ■°3> tempo in cui si dispone alla partenza. Alcune paja si fermano fra noi a nidificare nei canneti, e fanno il loro nido sugli argini e nei luoghi più elevati delle paludi. Depongono dieci, sedici, ventidue e più uova, di un color cinereo biancastro o latteo cenerino. Allorché hanno già cominciato a deporre le uova, e la stagione si volga di nuovo al freddo, continuano esse a far uova, e non le covano che allorquando si raddolcisce l’aria; perciò questo è il motivo che alle volte ne fanno tante, mentre se la stagione va calda covano subito le dieci o dodici che aveano deposte. Que1 di tali uccelli che nascono in questi contorni, si portano nelle valli nel mese di luglio. Intanto ai primi di ottobre sopraggiungono quelli di passaggio, i quali continuano a farsi vedere in novembre, decembre e gennaio. Alla fine di questo mese, quando la stagione comincia un poco a riscaldarsi, vanno disponendosi nuovamente alla partenza, e già ne partono alcune coppie. In febbraio poi spariscono quasi tutti, e di rado se ne vedono in marzo, o se pur se ne scorgono, sono quelli che già si prefissero di nidificare fra noi. La loro carne è d’ottimo sapore, e si preferiscono agli altri selvatici. Quelli uccisi nelle valli di acqua dolce sono molto migliori pel sapore, come lo sono pure tutti gli altri uccelli che le abitano. ANARA NEGRA, Orcheto marin picolo. Anas nigra, Linn. Di raro si mostra quest’ uccello, e quelli che si uccidono in luglio e settembre sono individui stanchi e patiti dal viaggio. Nel novembre del 1829 però venne uccisa sui fondoni di Sant’Angelo una femmina giovine che era grassissima. La sua carne è buona a mangiarsi. 11 suo passaggio è accidentale e quindi da ritenersi rarissimo. ANZOLETO il maschio, PISCEGU' la femmina. Mergus albellus, Linn. Vengono fra noi questi uccelli ai primi di novembre, e se ne stanno fino a tutto gennaio o più, secondo che il freddo prolungasi. Quanto più questo continua, tanto maggior numero se ne veggono, e se gli altri uccelli partono, essi all1 incontro restano. Sono bravissimi nuotatori e tuffatori. Affatto dissimile è la femmina dal maschio, a segno tale che Linneo stesso la descrisse sotto altro nome. Anche volgarmente chiamasi pescarlii, piscegà la femmina, ed anzoleto, mune-gheta il maschio. E un bel vedere i maschi, quando camminano sul terreno con quiete, ora allargare, ora chiudere il loro ciuffetto, gonfiar alquanto le gote, girar qua e là il capo portato dal collo sottile, che sembra muoversi a molla e come a battuta. La sua carne puzza un poco di pesce. AQUILA A TESTA BIANCA. Falco leucocephalus, Linn. Uccello rarissimo. Se ne vede qualcuno in aprile, e nelle valli qualche volta viene ucciso accidentalmente, in decembre e gennaio. AQUILA COMUNE. Falco albicilla, Latham. Queste aquile compariscono nelle nostre valli in dicembre e gennaio, e quasi ogni anno se ne uccide qualcuna. Nel 1823, in cui il freddo fu molto lungo ed acuto, ne vennero uccise diverse. La carne n’è poco buona. AQUILA MACIIIADA. Falco naevius, Linn. Di rado, ma pur ne vengono uccisi degli individui giovani e adulti nelle valli, in novembre, dicembre e gennaio. AQUILA PESCÀDORA. Falco haliaetus, Linn. Piuttosto rara. Dopo la metà di settembre ne fu ucciso un individuo nei contorni di Mestre.