o 478 «®=- quelle chehanno in mira di prestare un sussidio, senza curarsi direttamente di render abile l’individuo a provvedersi da sè medesimo nelle proprie necessità avvenire. Queste istituzioni sono la casa di lavoro, che offre occupazione e compensi al povero abile, ma a cui manca 1’ opportunità d’impiegare le sue facoltà fisiche e morali utilmente, i soccorsi a domicilio per coloro cui sia impedito il trarre profitto dalla casa di lavoro, i vari ospedali, eie case che ricoverano più o meno ampiamente i poveri. Acciocché questi soccorsi venissero convenientemente distribuiti, si riputò che tornasse opportuno sbandire la questua, onde prestare sussidio a soli veri necessitosi, i quali siano comprovati in istato di povertà colle migliori precauzioni. Varie volte 1’ attenzione della repubblica veneta fu diretta a regolare la questua, fonte sempre di disordini, e fra le molte disposizioni sono a citarsi le seguenti. Colla Terminazione 23 giugno 1505 del magistrato alla sanità fu prescritto che nessun povero potesse questuare con faccia coperta; il 29 marzo 4523 proibivasi la questua nelle chiese ed in piazza S. Marco ; il 9 agosto 4596 venne ordinato che i questuanti dovessero tenere i boi-lettoni di licenza sugli abiti; e il 30 maggio 4696 si dichiarò che chi perdeva il san Marco, ossia il bollettone, non potesse conseguirne altri; mentre prima, il 29 novembre 4644, ordinavasi che i mendicanti ritrovati per la strada fossero ralenti da qualunque ufficiale, e il 20 maggio 1654, una legge che porta questa data prescrive che sieno castigati severamente i padri e le madri che, avendo esercizio e professione, lasciassero questuare i loro figli. Più tardi, il 7 aprile 1701, volevansi castigati senza remissione quelli che dessero a nolo putti o putte per questuare. Non è a tacersi che Bernardo Donà nel 4714 prescrisse nel testamento, che coi beni da lui legati si adottassero le misure atte a far cessare la questua. E lo stesso governo sembra antecedentemente aver accarezzata questa misura, come è aperto dal rapporto 6 maggio 4782 del magistrato sopra ospedali. « L’oggetto, in esso è detto, di raccogliere in un recinto i mendicanti vagabondi della città di ogni età, di ogni sesso, togliendoli loro malgrado alla inerzia per educarli ed impiegarli, diede motivo, negli ultimi anni del secolo antepassato, di formare un ospedale, che colla denominazione rappresentasse tale destinazione, e fu quello dei Mendicanti. » Aggiunge poi il rapporto, che aveasi in mira « di separare dal consorzio umano la contaminata classe de’vagabondi e mendichi, acciocché fosse restituita alla società morigerata e tranquilla. » Sennonché in fatto mai fu sbandita pienamente la questua in Venezia, se non nel 4812, epoca in cui vennero adottate contemporaneamente tutte quelle misure che non rendessero ingiusto il vietare l’appello fatto alla pietà altrui. Francesco Galvagna, allora prefetto del dipartimento, nel suo proclama del 46 novembre 4811, annunciando queste provvidenze, diceva con