-d<> 508 ««=- ¡1 buon diritto che essa venne in ogni tempo considerata dal governo della veneta repubblica qual pupilla degli occhi suoi, e questo fu il motivo per cui adottò, conformemente all’indole di quelle stagioni, tutte le misure che assicurando a Venezia il monopolio, le desse 1’ arbitrio dei prezzi. Le fabbriche dei vetri, prima sparse per la città, furono confinate poscia a Murano, a cagione dei frequenti incendi che avvenivano. L’isola prossima a Venezia acquistò molta importanza, i suoi abitatori ebbero privilegi, i fabbricanti, accarezzati dalla repubblica, crebbero in ricchezze, e furono largheggiati di onorificenze. Nel 1319, le fabbriche di vetri si divisero in varie classi, le quali, secondo 1’ ultima capitolazione, o mariegola, erano quattro, le fabbriche di soffi di vetro, o cristalli; quelle di lastre, quari e rulli; le fabbriche di canna ordinaria per conterie; quelle di canna pei margarite« e perleri e di paste in pani. A Venezia poi s’ esercitavano le arti degli specchieri, Ae’margaritai e de’perlai alla lucerna, le quali erano una derivazione delle prime tenute come arti madri. Per parte del governo, con certe norme speciali sorvegliavasi attentamente perchè i prodotti fossero buoni, si disciplinava il tirocinio che dovevano subire i garzoni per rendersi atti a divenire operai, ed era a questi proibito severamente di emigrare. Tanto interesse veniva messo in tutto ciò che riguardava questa industria da affidare la sopraintendenza delle magistrature, le quali vigilavano sull' arte vetraria in Murano, al consiglio dei X. Nel 1806, sciolte le corporazioni d’arti e mestieri ad ognuno, senza osservare le provvidenze che prima erano in vigore, fu lecito occuparsi di questa industria, non dovendo più contare per prevalere che sul basso prezzo e sulla eccellenza degli oggetti manifotturati. Le fabbriche di Murano e di Venezia oggidì si distinguono in tre classi principali : quelle di conterie, quelle di vasellami o recipienti di vetro, quelle di cristalli e di lastre, poiché le fabbriche degli specchi, anticamente rinomatissime, decaddero in guisa, da doversi ritenere ne’ tempi vicini a noi come un’ industria estinta. Ad ottenere le conterie concorrono tre specie di operazioni che formano altrettante parti di un’ arte sola. La prima consiste nella composizione degli smalti e della canna per lavorare perle d’ogni sorta; la seconda nel rotondare le perle in apposite fornaci : il che appartiene al margaritajo; la terza nel lavorare le perle alla lucerna; il che spetta al perlajo. La prima operazione è la più importante, non consistendo le altre che nella modificazione dei prodotti ottenuti mediante la fusione degli smalti e delle canne, colle quali le perle si formano. Le conterie si distinguono in fine ed in ordinarie. Per le conterie fine I' operazione più notevole, e nello stesso tempo la più delicata, consiste nella fusione delle composizioni necessarie ad ottenere gli smalti o le canne