-=$■> 370 ®3>- siasi sorta di lavoro da guadagnarsi il vitto giornaliero, e ne sono del pari esenti per legge i padri di dodici figli colle loro famiglie. I censiti poi contribuir debbono dell’altre imposte cosi dette locali che si riferiscono all’ eventuali spese occorrenti in oggetti di loro vantaggio e che se risguardano ogni corpo di estimo in generale, vengono fissate dal governo, e se si riferiscono a lavori a spese* comunali, sono stanziate dai respettivi consigli o convocati dei comuni. DOGANE. Rispetto al sistema doganale, le provincie della monarchia austriaca compongono un così detto territorio doganale circondato da una linea generale daziaria, tranne l’Ungheria, la Transilvania, la Dalmazia, nonché i porti-franchi di Venezia e di Trieste che ne sono esclusi, e perciò si addimandano territori estradoganali, e la difesa di questa linea è affidala ad uffici finanziali esecutivi di tre categorie, cioè uffici esecutivi superiori, principali e sussidiari ed ai corpi armati, che costituiscono la guardia di finanza comandala da commissari superiori, commissari e capi, e sono distribuiti pei confini e nell'interno secondo l'uopo. In Venezia sono uffici superiori esecutivi la dogana di San Giorgio e della Salute, e la dogana fondaco dei Tedeschi, entrambe dogane di confine e presiedute da direttore; queste, per mire di convenienza verso il commercio, anziché all’ immediato confine o nell’interno, risiedono nel porto-franco, cui,siccome non sottoposto a reggimento doganale, sarebbero estranee. Le leggi, per la cui esecuzione sono tali uffici istituiti, consistono nella tariffa generale dei dazi di entrata e di uscita, e nella tariffa di transito della monarchia austriaca. Veggasi su questo argomento l’opera del Tae-goborski. Fino dal 1830, Venezia é porlo franco, ossia venne emancipala dal sistema doganale entro un circuito determinato che, sotto i rapporti doganieri, si considera territorio straniero. Di questo argomento altri fa parola nel libro presente.