«s» 390 «£> Prospetto della quantità dei generi introdotti in consumo nella lì. città di Venezia nell’anno 1845. Vino.........| nazionale . . . Quintali N.° 23,991.641 « 185,848 i nazionale...... « 946,718 Uva......... 'n 41 Mosto......... 11 48,285 Acquavite....... 11 39,806 Carne di majale...... 11 217,761 Farina di frumento .... abburattata..... 11 7,313,675 1 non abburattata .... 11 3,057,437 Bovi e Manzi..... 11 6,272 | Vacche e Tori .... 11 3,317 Bestiame....... Manzetti e Civetti . 11 254 5,151 11 11 2,665 Pecore, Castrati, ecc. . . 11 33,082 N.B. Le jiresenti notizie sono esatte, perchè tratte dai registri dei dazii di consu-inazione esistenti al Municipio per tutti quei generi che sono regolarmente introdotti. Dopo che fu messa in atto la franchigia del porto si tolsero gli altri dazii, e quindi non v1 è sicurezza nella determinazione delle consumazioni di altri generi, siccome farine, riso, pollame, ec. La consumazione dell’acquavite è maggiore della introduzione, essendovi fabbriche d’acquavite in città, come sarà detto altrove, per le quali si adoprano spezialmente gli zibibbi od uve secche (volg. ua Calabria), provenienti spezialmente dal regno di Napoli. Si consuma anche birra; e ve ne hanno parecchie fabbriche in città. La consumazione della birra non può determinarsi, perchè non è soggetta a dazio di sorta ; locchè non reca vantaggio al vino nazionale. Birra estera se ne importa pochissima, perchè il prezzo non regge al confronto del prezzo della cattiva birra fatta in città. Si nota che il pesce diminuisce d’assai, spezialmente nella state, la consumazione delle carni. E di prezzo minore. Indeterminabile la quantità del pesce che si consuma in Venezia, perchè non paga alcun dazio, ed il traffico ne è libero a tutti. Oltre al pesce crudo, vi sono vendite di pesce cotto, che servono il popolo a pochissimo prezzo. Si consuma in città anche molto pesce affumicato e salato, spezialmente merluzzi affumicati, arringhe, saraghe (volg. bacalò, renghe, sarache o cospettoni). Neppur di questa qualità di pesce è possibile determinare la quantità, essendo franco di dazio.