BIBLIOGRAFIA Corpus der griechischen Urkunden des Mittelalters und der neueren Zeit herausgegeben von den Akademien der Wissenschaften in München und Wien, Reihe A: Regesten, Abteilung I: Regesten der Kaiserurkunden des oströmischen Reiches bearbeitet von Franz Dölger i Teil : Regesten von 565-1025. Verlag R. Oldenbourg München und Berlin 1924, di pagi-ne 105 in~4J Franz Dölger, an valente scolaro di A. Heisenberg, si è accinto con grande fervore alla compilazione dei Regesti dei diplomi imperiali dell’impero romano d’Oriente. ed ora la Casa Editrice R. Oldenbourg ne stampa la prima parte che rende il contenuto di più di ottocento diplomi, emanati nel periodo di tempo che va dal 565 al 1025. £ così trascorso un ventennio da quando il benemerito Carlo Krumbacher, sì immaturamente rapito alla scienza, sottopose a Londra alla seconda riunione generale della Associazione Internazionale delle Accademie il piano di un Corpus dei documenti greci medievali e moderni. Nel 1907 nella riunione di Roma fu deciso che i lavori dovessero iniziarsi colla pubblicazione di Regesti, e lo stesso Krumbacher ne schizzò il programma a larghi tratti. Si dovevano sottoporre a elaborazione tutte le cronache greche, le lettere private, gli atti sinodali per trarne le opportune notizie. E poiché s’era stabilito di raggruppare i documenti secondo l’autore in senso diplomatico, ossia seguendo il principio della cancelleria emittente, apparve senz’altre logico di adottare lo stesso principio anche per l’opera sui Regesti. E per ragioni ovvie il lavoro principiò col gruppo più interessante dal punto di vista storico e diplomatico, vale a dire, coi diplomi imperiali. Il presente fascicolo s’arresta al primo quarto del secolo XII, ma ulteriori fascicoli conterranno i Regesti fino alla metà del secolo XV. \ Lo scopo principale dei Regesti imperiali è quello di dare un quadro, possibilmente completo, dell’attività della cancelleria imperiale bizantina, nonché della sua organizzazione. Si pone così a disposizione degli studiosi un utile strumento di lavoro per qualsiasi ricerca storica concernente l’amministrazione dell’impero e anche il diritto in generale. Quakosa di simile per le Novelle imperiali avevano già cercato di fare G. W. E. Heimbach nell’opera «das griechischrömische Recht des Mittelalters und der Neuzeit» stampata nella Enciclopedia di Ersch, Gruber e Zachariae, nei capitoli introduttivi della sua Storia, e anche Brandi nell’Archiv für Urkundenforschung 1 (1908) pag. 23 segg.. Nella dotta Introduzione Dölger espone il piano dell’opera e i principi ai quali si inspirò. In massima può dirsi che vennero mantenuti quelli già enunziati da Paul Marc all’Accademia di Monaco il 6 marzo 1909. Mentre l’Occideme ci trasmise una grandissima quantità di diplomi originali, e per la cancelleria imperiale anche dei regesti antichi, l’Oriente, invece, ci è più avaro. Di fronte a pochi originali e a poche copie, si deve annoverare un numero considerevole di deperdita. Per dare un’idea della copiosissima produzione della cancelleria imperiale e di quanto andò perduto, Dölger si richiama all’Archivio di Patmo che è relativamente ben conservato: all’epoca di Michele Paleologo l’abate Germano conservava 15 privilegi relativi alla navigazione, mentre ce ne vennero trasmessi soltanto 5. Riterrebbe, adunque, il Dölger. che sia meno di un terzo il materiale che oggidì possediamo. Dölger, nella sua opera, dà un breve sommario di tutti i documenti imperiali già stampati, e fa anche cenno dei deperdita dei quali è menzione in qualche fonte. Non potè, invece, prendere in considerazione il materiale manoscritto ed inedito, ma all’in-fuori dei documenti dell’Athos, che sono solo parzialmente pubblicati, non crede che molti originali possano ancora venire scoperti.