Nel codice Vaticano greco 952, cartaceo del secolo XV, per gran parte schedo-grafico (f. 5-33; 40— 127), a carte 155-158 si legge una Mvrp)®1* tìj? tcoXscdì ©eo&uipou in 153 versi politici non rimati, composti da un tal Matteo sacerdote, come è detto nel sottotitolo McctOocìou sùtsXoì!; «al Qutou* In questa StYiyocK l’autore narra con molte lagrime una meraviglia dilettevole, straordinaria, commista a compassione. Disgustato, egli dice, m’invaghii d’andare all’estero e attraversata la regione della Cazaria, trovai una regione bella, porti tranquilli. La terra abbonda di frutti e di semi, produce in quantità animali selvaggi e domestici ; i porti formicolano di pesci. Vi abitano con infedeli anche popoli fedeli, migliori... vi sono deliziosissime acque, montagne, colli e pianure. Con ciò vengo a dire una narrazione straordinaria (1-12). Cammin facendo ed osservando quelle località, vidi una bellissima città avente in giro colli, in vicinanza pianure, e intorno una chiusa (xXstsoópa), come ie città hanno steccati (aou8a): nel mezzo v’è la città, meraviglia terribile e strana, diffìcile a udirsi e a credere. Lì nel mezzo sta la meravigliosa città come una tavola in un piano. Le mura sono fatte dal cielo, non tagliate da mano d’uomo. Fermatomi ad ammirare e camminato poi alquanto, trovai strada antica, che salendo a chiocciola mi condusse in giro fino ad una bella porta (13-33). Chi può narrare senza lacrime e dolore, la disposizione dei portici, delle grandi pietre connesse, 1 colonnati, i piloni quadrangolari, e la meravigliosa costruzione, con in alto un tempio e il [%-a? Ritornato in me da quella contemplazione, ed entrato per vederne l’interno, vidi una deliziosissima pianura avente quattro colli, acque dolcissime, giardini irrigui, fontane zampillanti, luogo arieggiato. Vidi templi magnifici, pavimentati a mosaico, a cupola, oblunghi 0 rotondi. Ma chi può descrivere la metropoli (cattedrale) e la forma delle case? Salito sulla torre (ti xouXi), come vidi il panorama, i templi, i palazzi, le sculture dei sepolcri, dei portici e delle colonne e tutte le pitture, ed inoltre corpi di morti, e teste senza ossa, e avanzi di cumuli, gemetti dal profondo del cuore : O anima infelice, come non ti attristi, e non pensi alle cose future, e non disprezzi le cose terrene? (35-58). Ti narrerò, 0 straniero, un’altra grande meraviglia. Trovata una scala di pietra naturale, discesi sotterra e vidi edifìci dal pavimento e soffitto di pietra naturale: palazzi e villini leggiadri, lavorati in marmo, luminosi di fronte all’ oriente. Tanto che al contemplarle mi dimenticai delle cose superiori. Ma tornato in me, risalii in alto e camminando guardavo le cose intorno.' per terra vedi un cammino di tre giorni, ma in mare chi può calcolare? E scorgendo la città, l’interrogavo (59-72). (Straniero) O città meravigliosissima, denominata dono di Dio SOpov), chi è quell’artefice sommo, meraviglioso, che ha innalzato i fossati, le chiuse, l’altura, ed eretto mura meravigliose naturali senza calce, mattoni e marmi tagliati, senza operai, senza pietre,