<*» 386 -°3> per la massima parie abitale e fiorenti anche al tempo romano, 1’ architettura veniva a suffragare la sentenza. Nelle lagune si trovarono, in ogni tempo, in luoghi diversi e lontanissimi tra loro, ruderi di antichi monumenti, are, cippi, sepolcreti. Oltre a quello che su questo argomento raccolsero il Filiasi, Bernardo Giusti-nian, il Gallicciolli, il Temanza, se il tempo e lo spazio Io permettessero, noi vorremmo accennare quei rimasugli di antichità romane che si sono trovati anche ai giorni nostri, e spezialmente nella parie orientale della laguna, nella quale osservammo essere stato il centro della primitiva consociazione. Presso Torcello, nell' isola anticamente detta dei Borgognoni, il dotto uomo Giovanni Davidde Weber ha trovato gli avanzi d’ un tempio lungo circa metri 19, largo circa metri 12, il quale pare fosse consacralo al dio Beleno, patrono di Aquilcja. 11 qual tempio poi fu mutalo in chiesa cristiana. La memoria che il Weber dettò intorno questo tempio fu stampata, nel 1839, da Angelo Bonvecehiato per occasione di nozze. Assai più importanti sono gli avanzi tuttora esistenti della grande basilica di Jesolo posti nel comune di Cava Zuccarina, nel luogo detto le mura. Sono avanzi stupendi, e tali che meritano il pellegrinaggio degli archeologi. Queste splendide reliquie, che dimostrano come le basiliche romane si mutassero in chiese cristiane, meriterebbero che la munificenza del governo le togliesse in tutela. Sono pochi mesi che il culto amico nostro sig. Francesco Olivieri, nel far praticare alcuni scavi in una sua possessione distante circa tre miglia dalle mura suddette, trovò, nel luogo detto le motte, gli avanzi di un altro edifizio romano mutato in chiesa cristiana, come lo attestano le arche sepolcrali cristiane che vi ha rinvenute. Che per lo addietro fosse opera romana, lo dimostra un pavimento di musaico antico trovato sotto al pavimento sovrapposto, un cippo portante una iscrizione greca, una iscrizione romana che si rinvennero sotto alle gradinate dell’ abside nel luogo stesso. Nell’ edificare la nuova salina, dove un giorno stava l’isola di Ammiana, distrutta dalle acque del mare, sotto il pavimento antico si trovò una lapida romana,