<3» 100 *s> campane del secolo XVI ; le quali nel i54o Nicolò Calavrò portava di Nauplia, allora assediata da’ Turchi. Una ricca collezione di sacre imagini dipinte alla bizantina da greci artefici, tra’ quali (notiamo i migliori) Filippo Carbetzà, Emmanuele Lampiridi, Benedetto Emporio, Emmanuel Zane, Saracenopulo, Giorgio Clolza, Giovanni Apakà, Costantino Sguro e Giovanni Proputo ; fioriti dalla metà del secolo XVI a tutto il XVII. Infine un grande papiro Ravennate dell’anno di Cristo 553 : illustrato da Girolamo Zanetti (i) e dall' ab. Gaetano Marini (2) ; monumento di giurisprudenza prezioso e per integrità quasi unico. Tal è la odierna condizione di codesta Colonia: già tanto utile e così poco conosciuta ; scarsa oggidì, ma non meno, per la nobiltà de’ fatti, memorabile. La quale dalla variamente calamitosa fortuna d’un impero ebbe principio ed aumento ; ricchezza da commerci lunghi ed estesi ; ajuto e favore da una repubblica maravigliosa per avvedimento e potenza. Certamente i salutari effetti che ne seguirono troppo erano all’ umano antivedere lontani. Ma la storia d’ ora innanzi narrerà dalla greca Colonia in Venezia uscito il seme generatore della moderna civiltà greca. Benefizio, che l’ignoranza, i rivolgimenti e le preoccupazioni degli scrittori avevano lasciato oscuro. AI quale la Grecia non saprà negare riconoscenza, s’ egli è vero ( come pensava il vecchio di Cheronea ) che le grazie dei maggiori si distendono per infino a’ presenti. (1) Vinegia, i;63, infoi. (a) I Papiri diplomatici. Roma, 1 So5, p. i3a.