DAL igig AL 1920 lità croata è per carattere, cultura, tradizioni, distinta e diversa dalla magiara. Questo non toglie che l’Ungheria abbia diritto ad uno sbocco economico al mare. I trattati di pace le avrebbero riconosciuto questo diritto, ma il territorio croato interposto tra l’Ungheria e l’Adriatico, è stato dato alla Jugoslavia; la facoltà di usarne è perciò assai precaria ed ancora oggi non è completa nè sicura, malgrado la buona volontà italiana di attrarre i traffici ungheresi al porto di Fiume. Le questioni territoriali che travagliano l’Ungheria all’est riguardano la Rumenia. Esse sono due: una principale, quella della Transilvania; l’altra, del Banato, è meno imponente, ma vi si innestano anche pretese dei serbi- La questione della Transilvania è, se non la più minacciosa, certamente la più importante delle questioni ungheresi. La nuova carta d’Europa rivela la vastità della mutilazione ungherese e del corrispondente ingrandimento rumeno. La Rumenia era ancora nel 1914 un paese giovane. Pur avendo sempre aspirato alle terre irredente di Transilvania e di Bucovina, non aveva certo nel 1918 raggiunto una organizzazione statale così robusta che consentisse di raddoppiare senza grave scossa, improvvisamente, e diciamo pure insperatamente, il proprio territorio. Più grave poi si presentò il suo compito in una regione come la Transilvania, ove tutta l’amministrazione era da secoli in mani ungheresi, ove tutti i funzionari, ai quali non poteva subito rinunciare, erano avversi al nuovo stato di cose, ove le grandi città e molti centri urbani erano di spirito magiaro; ove insomma, pur essendo la massa della popolazione rumena, tutto quanto era ufficiale od intellettuale era magiaro e nemico. Nè si può pretendere che 211