DAL 1920 AL 1933 Parlamento, governo, e più tardi la stessa corona del regno serbo-croato-sloveno persistettero dunque nella lotta senza quartiere contro l’elemento federalista, che ai loro occhi era colpevole di sedizione contro lo stato. Da parte loro gli oppositori si unirono per esigere lo scioglimento della Scupcina e la riforma della costituzione delVidovdan. Mentre il governo centrale intensificava pratiche per ottenere un grande prestito all’estero che consentisse di affrontare le crescenti difficoltà finanziarie (ed insieme il disordine interno e la carestia), i deputati croati si rivolgevano con un appello alle grandi potenze europee perchè volessero sottrarre gli slavi più evoluti alla oppressione di politicanti balcanici di inferiore civiltà; ma dimenticavano che così facendo si rivolgevano a coloro stessi che avevano agevolato un tale stato di cose. L’elemento serbo dunque trionfò: il 6 gennaio del 1929 re Alessandro proclamava la dittatura e istituiva un tribunale speciale eccezionale per la difesa dello Stato. 8. Costituzione jugoslava del 1931. Dall’esame delle condizioni interne del regno uno e trino appare evidente come, nel 1929, esso andasse verso la guerra civile; per troncarla sul nascere, nell’ottobre dello stesso anno, il re firmò un decreto che modificava il nome, e sostanzialmente la forma, dello stato. Lo stato abbandonava il nome tripartito di serbo-croato-sloveno e assumeva quello unitario di jugoslavo. Esso veniva poi diviso in nove prefetture o banovine, studiatamente costituite in modo da assicurare in tutte una maggioranza serba, da togliere loro cioè ¡il carattere etnico-politico contrastante col predominio serbo. Ogni prefettura o banovina 247