<*» 184 *5> Lombardo, che, sì entro che fuori, rivestono questa chiesa, sono di gusto squisito, e tanto, che i modelli loro servono di continuo allo studio ornamentale nella scuola accademica. Sulla porta esterna è collocata una mezza figura di Maria in marmo, con la epigrafe Pyrgoteles. Questo scultore, voluto veneto da Gio. Battista Guarino, in un epigramma in lode della Venere flagellifera da esso scolpita, sembra dovesse essere invece padovano, da quanto Marino Sanudo ne dice ne’ suoi Diari, e come ab-biam noi meglio rilevato nelle aggiunte delle Venete fabbriche. 11 simulacro che qui vedesi di lui, presenta più largo stile di quello di Pietro Lombardo, e poco scade in merito dalle opere di Tullio ed Antonio, secondo ben giudica il Cicognara. La interna chiesa è tutta, come notammo, ornata d’intagli nobilissimi, di simulacri, di basso-rilievi di ottimo gusto. Le balaustrate che circondano i pianerottoli laterali della scalea, per cui si ascende alla cappella maggiore, decorate sono con quattro mezze figure, figuranti l’Angelo e la Vergine Annunziata, il Serafico e santa Chiara, opere del prefato Pietro Lombardo. Due altre statue, ottimamente scolpite da Girolamo Campagna, ornano i due altarini a lato dell’accennata scalea, sacri ai medesimi notali santi Francesco d’ Assisi e Chiara. A tacere dei dipinti che servono a tavole degli altari, opere scadenti di Giulia Lama, di Giambattista Pittoni e di Pier Antonio Novelli, ricorderemo il soffitto, che, diviso in cinquanta comparti, è veramente stupendo. Entro d’ ognuno di essi è dipinto una mezza figura di un Divo della vecchia o della nuova legge, e sono tutte opere del trevigiano Pier Antonio Pennacchi, pittore pertinente al-1’ epoca prima di nostra scuola, opere nelle quali spiccano belle forme e color vago e saporito; ma son prive di effetto prospettico, che 1’ autor non conobbe le leggi del sotto in su, poco note, a dir vero, in quella età. XVIII. Anno 1489. Chiesa di san gio. grisostomo, succursale della parrocchia di San Canciano. fS. di Cann.J La chiesa, costrutta la prima volta nel 1080, sotto la invocazione del massimo dottore san