<=t» 352 »*=- de’ X, c in più remoti tempi serviva a torturare i rei. Di qui uscendo, saliti altra scaletta, si riesce ad una soffitta spaziosa usata dai X siccome archivio de’ processi. Discesi, s’incontrano camerini ad uso dei secretari de’ X, e a parte sinistra s'apre una porticella, che, per vari ed oscuri gradi, mette alle prigioni pubbliche, dette camerotti dei X; e più sotto alle carceri, dette dei pozzi, in alto accennale. Suprema stanza dei capi dei X. Oui sedevano i Ire capi de’ X, ed era questa stanza ornata di arazzi e di dipinti preziosi, tolti al cader della repubblica e altrove recati. Non rimane che il grandioso soffitto, dipinto da Paolo Veronese, dallo Zelotti e dal Ruzzalo, ed il camino ornato di due cariatidi, lavorato da Pietiv da Salò. Rehvstanza degli inquisitori di Stato. Nulla qui resta degli antichi ornamenti, mentre via si tolsero i cuoi d’ oro che coprivano le pareti, ed il soffitto magnifico dipinto dal Tintoretto con alcune allegorie, e che vedesi ora nella R. Accademia, e precisamente nella stanza delta delle moderne pitture. Per una angusta ed oscura scaletta da questo luogo si sale ai luoghi detti i Piombi. Questi erano camerotti non sì angusti, bassi ed orribili come si scrisse da molli, e da molli si crede ; che si cavarono dal soffino del palazzo, costruendo qui e qua luoghi illuminali da un finestrino posto di faccia alla finestra del soffitto slesso. Usavansi queste prigioni pei reidi Stato; ma al tempo del furor democratico se ne strapparono le pareti, nè più rimasero che i segni dell’area da esse prigioni occupata. Scesi dalle scale conducenti a questi luoghi, e progredendo per vari tramiti, si giugne al salotto d’ingresso sopra le scale dei censori, e, volgendosi a destra, si truova le già chiamate Sale dell’ armamento, ora residenza dell’ Istituto di scienze, lettere ed arti. Erano queste una volta tre sale, delle anche sale delle armi del consiglio dei X ; nelle quali erano raccolte antiche armature, trofei, statue, medaglie, armi donate da illustri capitani, fra le quali quella di Enrico IV, re di Francia, ora esistente nel R. Arsenale. Queste stanze si disposero adesso ad uso dell’ I. R. Istituto di scienze, lettere ed arti ; e perciò si ridussero in modo che perdettero