■o 135 tempio i loro convegni. Il primo, ornato d’ intagli stpiisiti e di colon* ne scanalate, è tutto posto ad oro, e veniva nuovamente eretto nel 1503 ; il secondo, pur ricco d' intagli posti ad oro, ha la statua in legno del Battista, lavorata, come più sopra notammo, dal celebre Donatello, che vi lasciò sullo zoccolo il proprio nome, ed ha pure altre figure intagliale forse dalla manojnedesima, cioè san Zenobio, una santa vergine, e sopra a queste ultime due il mistero dell’ Annunciazione, e Cristo risorto, e negli angoli due Celesti. — Altre sculture ancora di qualche nome sparse sono pel tempio. Quindi le due ligure in bronzo sovrastanti alle urne dell’acqua lustrale, la Mansuetudine e il Divo di Padova, si fusero da Girolamo Campagna ; le statue tutte dell’altare del Crocifisso sono lavori di Giusto de Curi ; al simulacro del dottor san Girolamo, e a quanl’altro pertienc all’altare a questo santo dicalo, Alessandro Vittoria, con molto studio e dottrina, vi pose la mente c la mano ; il Crocifisso colossale in legno, affisso sur una parete, è intaglio lodatissimo, forse «li liaccio scultore citato dal Vasari ; i due angeli in legno nella sagrestia, sono intagli cospicui di Andrea Brustolon; le statue che fregiano l’antico aitar di san Pietro, son pregicvolissime per 1’ età in cui vennero sculte, cioè nel secolo dccimo«piinto ; e in fine, la statuina del Precursore, che adesso sormonta il fonte battesimale, è nobil lavoro di Jacopo Sansorino, che a’ piedi lasciovvi suo nome. Dopo le opere di scultura, ci giova parlare del magnifico e vaslo coro, clic, a similitudine delle antiche chiese, s’ innalza in mezzo del tempio : pregevolissimo, in vero, per essere il solo rimasto all’ antico suo luogo, come abbiam notato piò sopra, e per le varie opere di scultura c d'intaglio che conta, e in fine per l’epoca in cui fu lavorato. E diviso in due parti, con tre ordini di sedili, che in complesso salgono al numero di ccnlovenliipiatlro, cioè ses-santadue per lato. 1 sedili dell’ ordine superiore si vestono «l’intagli operosi, di tarsie c d’imagini di Cristo, della Vergine e di parecchi Santi con molla sedulità lavorate. Marco del fu Giampietro da Vicenza fu l’autore lodato di «juesto singolare lavoro, eseguito l’anno 1468, come rilevasi dalla epigrafe seguente posta ne’ fianchi alla