67 *o locata nella parete a destra dell'altare. Fu «pii recata da Costantinopoli, c la greca inscrizione, tradotta nella lingua del Lazio, palesa come 1 imperadore Michele, marito d’Irene, fe’ da tal pietra scorrere, nella citta di Costantino, l’acqua a dissetare il suo popolo. Tale inscrizione fu da alcuni cronicisti male intesa, onde ridicolosamente interpretarono essere scaturito da questo masso, per prodigio di Mosè, dolce umore a togliere, là nel deserto, l’arsura che struggeva Israello. Dall’ opposta parte, adorna il muro un basso-rilievo, pur greco, portante un Angelo, e sopra la finestra, anticamente quinta porta del principale prospetto del tempio, si vede altro basso-rilievo, di età remota, che rappresenta la nascita di Gesù e la di lui Fuga in Egitto. Anche da questo lavoro sj avrebbe potuto dedurre quali fossero le arti ne’ secoli del loro decadimento, se al Cicognara fosse piaciuto esaminarlo dappresso. Le pareti tutte e le vòlte sono coperte, come il resto del tempio, di musaici, parte antichi e parte di più recente lavoro. Gli antichi vestono l’ampio vólto che copre la cappella; e in doppio ordine son figurate le principali azioni dell’evangelista san Marco, cioè da quando incomincia a scrivere il suo Vangelo fino alla sua sepoltura ; e sulla porta, guidante all’ atrio, appare la Vergine in mezzo a due angeli, con questi versi : HVMAM GENERIS CASVS FVIT OS MVLIER1S. DIGNA DEI GE.XETRIX MVNDI FVIT 1STA REDEMPTRIX ; e Gesù cinto dai profeti Michea, Isaia, Geremia, Osea, ognuno diviso da quattro Santi, antichi lavori in marmo greco, forse recali qui da Costantinopoli. Dell’ ultima età sono soltanto i musaici con le armi gentilizie dello Zeno per fianco all’ altare. Due leoni di marmo rosso veronese sorgono dal pavimento, uno per parte dell’altare medesimo, i quali, nota il Meschinello (1), erano in antico collocati dinanzi alla porta maggiore del tempio. (i) Voi. I. pag. 69.