<** 116 ”i=- terreno ; ed i mistici Sponsali di Caterina ; e la Strage degli Innocenti. — Il Piazzetta, il Fontebasso, il Brusaferro, il Mingardi, il Granuccia, ultimi del passato secolo, hanno, il primo il soffitto della cappella di san Domenico col Santo recato al ciclo sul dorso de’ Celesti ; il secondo, la Fede circondata dagli Angeli, cd i santi Giovanni e Paolo ; il terzo, la tavola con la Vergine in gloria e san Domenico; il quarto, la Vergine, che porge il Rosario a Domenico e alle sante Rosa e Giustina, e 1’ ultimo, i medesimi comprensori Domenico e Rosa. Due forastieri e un pittore, ignoto nella storia dell’ arte, compiono la serie ; Giovanni Soens fiammingo, e lo Zoppo del Vaso, ed Angelo Lion. Ha il primo il Redentore dinanzi ad Erode ; ha il secondo 1’ apparizione degli apostoli Pietro e Paolo al santo patriarca Domenico; ha l’ultimo i santi Francesco e Domenico stesso, incontrantisi per la prima volta ne’ contorni della eterna città. Detto delle preziosità d’ arte, accenneremo adesso quelle spettanti alla religione. E prima è una imagine greca di M. V., che, per antica tradizione, si tiene esser quella stessa, avanti a cui orando s. Giovanni Damasceno ricuperò prodigiosamente la mano, che per difesa delle sacre imagini gli era stata recisa. Trasportala qui da Costantinopoli da Paolo Morosini, e donata a’ padri Domenicani, questi, dopo averla tenuta sopra 1’ altare del loro Capitolo, la posero in line, nel 1S0S, nella cappella sontuosamente da loro eretta, sotto il titolo della Pace. — Reliquie venerande poi varie sono qui conservate ; le quali, pria dello spoglio del 1797, riposte erano entro ricchissime custodie di lavoro sudato al modo gotico. Sono esse : 1.” spina della sacra corona : 2.“ pezzo della santissima Croce ; 3." un piede di santa Caterina da Siena; ¿1." un dito di san Pietro Martire ; 5.“ falange di un dito di san Vincenzo Ferrerio ; 6. piede di uno degli Innocenti ; 7.” falange di un dito di santa Maria Maddalena ; 8.° cinque crani che si dicono delle compagne di santa Orsola ; e in fine 9.” due ossa de’ santi Titolari, che una volta venivano venerate dal doge e dal senato il di della festa loro, per