<5* i 97 -O (li Cristo ; il grazioso quadrello con la Vergine, santa Colomba ed il ritratto di fra Bernardo Foriioni, superiore del monastero, amico e concittadino di Paolo; e, finalmente, i due ampi quadri che rivestono le pareti della cappella maggiore, opere della grande maniera e più celebrata di lui. Si rappresenta in uno i santi Marco e Marcelliano condotti fuor del pretorio, seguili dalla madre dolente e sdegnosa, incontrato I’ afflitto padre sostenuto da’ servi. Stanno vicine le mogli che tengono i cari lor nati fra le braccia, e tutti sono in azione di assalire la costanza magnanima de’ martiri. Torreggia nel mezzo san Sebastiano che, confortando i vacillanti nella fede, addila loro la gloria, e fa tornar nulle le tenere sollecitudini dei parenti inverso que’ due che già si avviano, rincorati, al supplizio. Bella molto è questa lela pel genio della composizione, per l’arte e lo studio con cui fu condotta. Pieni di pittoresca industria, nota Zanetti, sono i gruppi principali, tutti a seconda della ragione e della verità. Gran giuoco nelle mosse del lume operano le varie tinte dei panni, e ammirabili sono alcuni opportuni ravvivamenti c certe ardite chiamate di vivi colori anche in lontano, per infondere armonia e spirito alla ben ordinata composizione. Il pennello è fino e leggero senza meschinità, intelligente senza pena. Le forine delle teste sono elegantissime, varie ed espressive; in una parola, è questo dipinto uno de’capi d’opera di Paolo. Di esso se ne trassero e traggono disegni e copie molte, c una di tutta dimensione ne fu non ha guari operata dal Lorenzi per commissione della onorevole duchessa di Smerlami, ammiratrice vera, e vera intelligente delle opere di questo maestro. Nell’ altro quadro san Sebastiano vien legato a una macchina per essere tormentalo con verghe. Gli slan presso i sacerdoti pagani clic tentano in mille modi di farlo prevaricare, ma in vano. Copioso, quanto l’altro, c questo quadro, e, quanto l’altro, ben dipinto, e vi si vedono pari ingegno e studio; ma non è certo, quanto 1’ altro, maraviglioso e felice. Con Paolo medesimo (pii lavorarono altri Veronesi. Tali sono Bonifazio Veronese diverso affatto dal Veneziano, come provammo nella nostra Pinacoteca, il quale lasciò tre tele nella sagrestia. Bajfaello