-Sì» 54 «in- dile delle quali elegatissime per intagli, con dentro puttini, frondi, frutta che sembrano naturali, e sono di gusto sì squisito, in guisa che la terza cornice, lavoro di Andrea Bru-stolone, non si può alle suddette in verun modo paragonare in bellezza. Nè di pregio minore sono due spinette, una di cipresso di finitissimi intagli, opera di Annibaie Milanese, del i555,l’altra di ebano, e dipinta con fregi dorati, misti a graziosi animali, come lepri, conigli, ecc., lavoro di Marco Zadra, del i568. Fra i manoscritti appartenenti ad archivi, ha la raccolta forse più che in altri archivi completa dei Consegi, ossia dei cognomi e nomi di tutte le persone nominate a cariche pubbliche, dal 1498 al 1797 fino addi 3o aprile. Possiede relazioni di ambasciatori, ed anco vari registri, ossia dispacci degli ambasciatori, fra’quali il più prezioso si è quello di Marco Minio, dal 1517 al i5i9. I riporti, ossia la Gazzetta di Venezia, dal 1686 al 1705, e dal 1782 al 17B7, che sono rarissimi. Fra le ducali in pergamena sono notabili le nove seguenti : Del doge Cristoforo Moro a Bertuccio Contarmi della porta di Ferro, podestà a Brescia, del 1468, con lo stemma e lettere iniziali nel frontispizio miniate. Del doge Giovanni Moceni-go a Bartolommeo Minio, podestà a Rovigo, del i485, con lo stemma e fregi in oro miniati. Del doge Leonardo Loredano ad Andrea Priuli capitano delle galera in Fiandra, i5i6, miniala con fregi e figure rappresentanti i santi protettori, del Priuli stesso. Del doge Andrea Gritti ad Alvise Minio, podestà ecapitano a Capo d'Istria, del i526, con lo stemma e fregi miniati. Del doge stesso a Giovanni Contarini, podestà a Verona, del 1533.11 frontispizio con lo stemma Contarini rappresenta Nostra Donna in bellissimo paese montuoso, seduta sopra una cattedra col Bambino fra le braccia, che benedice il Contarini ginocchiato dinanzi a lui. E questa una miniatura conservatissima, ed è sì semplice e graziosa la composizione, e sì bene colorita, che non isdegnerebbesi il più illustre dei nostri pittori di averla fatta. Del doge Pietro Landò ad Alvise Contarini, podestà di Oderzo, del i543, rappresentante la B. Vergine col Bambino, ed a1 piedi il devoto Contarini, nella miniatura del frontispizio. Del doge Francesco Donato a Bertuccio Contarini, podestà a Sacile, del i548. La miniatura nel principio, oltre lo stemma famigliare, contiene in mezzo i SS. Gio. Battista e Gio. Evangelista, e nella parte superiore l1 Arcangelo Michele, e nel-P inferiore da lontano la città di Venezia. Del medesimo ad Alvise Contarini, podestà a Bassano, del i55o, con in fronte una miniatura assai bella che mostra san Luigi vescovo di Tolosa, figura pienissima di espressione, ed ai suoi piedi in ginocchio il Contarini. Del doge Marino Grimani ad Andrea Sanu-do consigliere di Cannaregio, del 1598, con miniatura e legatura magnifica. Queste poche cose, ma di sommo merito, formano, con altre molte, il maggior diletto di questo personaggio. La nostra Venezia non avrebbe gran fatto a dolersi di quanto ha perduto, se il nobile esempio del Brown si fosse imitato da molti dei suoi ricchissimi connazionali, che ornarono le gallerie ed i musei delle opere stupende dei nostri maggiori.