<3-> 66 <•£> Dalmazia, Levante e terraferma. Assedio di raccolta di lettere di Alvise da Porto, del Famagosta, descritto da Angelo Gatto da Navagero provveditore generale in Dalma- Orvieto. Sette volami di manoscritti, che zia, di Pietro Businello e d’altri uomini il- trattano delle cose di Roma. Finalmente, lustri in diverse materie. ARCHIVIO DEL NOBILE CONTE ALVISE T1EPOLO. L1 affètto che porta alla gloria de’ suoi antenati, stimolò il conte Alvise Tiepolo a salvare dalle inevitabili circostanze delle divisioni familiari, i manoscritti che formarono parte di quell’ illustre archivio, che era la delizia del benemerito padre di lui conte Domenico, e che fu, diremo anche, lo scudo con cui seppe sì valorosamente combattere le opinioni del Darù nella storia della repubblica veneziana. A dare a questi codici, che non sono nè molto antichi, nè numerosi, qualche ordine, faremo in primo luogo parola di quelli che si riferiscono ai Tiepolo, ed in secondo luogo degli altri, nei quali si trattano cose politiche di Venezia. Ha questo archivio moltissime commissioni ducali date ai personaggi illustri di questa casa nel correr dei secoli XVI, XVII e XV11I, membranacee ed autentiche, e sono pregevoli, perchè servono di ajuto allo storico per conoscere con esattezza le varie cariche dai medesimi sostenute, e perchè molte sono magnificamente legate, ed ornate e fornite nel frontispizio di belle miniature. Meritano di essere notate fra quest'ultime le dirette ad Andrea, podestà a Montagnana, nel i5o8 ; a Francesco, conte di Ossero e Cherso, nel i5io; a Federico, podestà di Vicenza, nel 1597; -dimorò, capitano contro gli Uscocchi, nel 15^5. 11 capitolare di consigliere a Luigi, nel 1571, ed a Bernardo, nel i562, e così le ducali a Domenico, podestà a Padova, nel 1629, podestà a Verona, nel i636; ad Almorò, po- destà a Belluno, negli anni 1629,i63o,1640; a Bernardo, provveditore a Cefalonia, nel 1 5q3 ; a Luigi, podestà a Rovigo, nel 1642; ed a Verona, nel i663 ; a Federico, podestà a Chioggia, nel 1696 ; a Lorenzo, capitano a Padova, nel i632. Di questo abbiamo anche, fornito di due miniature, il giuramento al capitolare di consigliere, nel i63i. Fra le relazioni, o dispacci di ambascia-tori al senato, annoveriamo quelli di Paolo, ambasciatore in Roma, nel 1569; di Domenico, ambasciatore in Polonia, nel 1645 ; di Giovanni, ambasciatore nel regno medesimo, nel 1647. questa sua legazione ottenne dal re di Polonia Ladislao IV il diploma, con cui viene creato cavaliere in data di Varsavia a dì 20 maggio neiranno stesso. E questo codice membranaceo in gran foglio, con la sottoscrizione di pugno del re medesimo, e conio stemma reale minialo nel margine, ed in mezzo si vede lo stemma di casa Tiepolo, unito allo stemma polacco, che ha l’aquila bianca con una sola ala in campo rosso, e che sostiene il manipolo nel piede sinistro. In questo diploma, il re Ladislao loda assai le gesta ed il governo della repubblica veneta, ed insieme i nobili soggetti di casa Tiepolo, fra i quali è fatta menzione particolare di Jacopo doge, e del sullodato Giovanni. Annoveriamo altresì in questo archivio i dispacci di Lorenzo, ambasciatore in Francia, nel 1702 ; a Vienna, nel 1708-11 ; a Roma, nel 1711—13; di Domenico, ambasciatore a Parigi, nel 1760-64; di Alvise, negli anni