<3* ‘ìli *> Gli altri due altari contano le più belle opere del Liberi. — Nell’ uno espresse santo Antonio invocato dalla personificata Venezia (per (juesla venne crealo cavaliere dal doge Molino nel 1652. anno nel quale fu decretato dalla repubblica la erezione di questo altare ) ; nell' altro dipinse la Vergine Annunziata dall' Angelo, tela di gran forza, di attitudini pronte c di lodevol disegno. Nei laterali delle cappelle, vi son poi i quattro Dottori e gli Evangelisti del Triva, tele di colore vivace, ben composte e che svelano la mano di un maestro addottrinato nei più alti misteri del-P arte. Chiude questa scelta collezione di dipinti i due sprimcnti Elia confortato dall’ Angelo e cibato dal corvo, del pennello amoroso di Gregorio Lazzaroni. Il ricchissimo altare maggiore, tutto di marmo carrarese, è scolpito da Giusto le Curi, il (piai si compone di Maria della Salute e delle figure della Peste cacciata dall’ Angelo, e delle statue dei santi Marco e Lorenzo Giustiniani. — L’altro simulacro di san Girolamo Miaui, in uno degli altari minori, c fra le migliori produzioni dello scarpello di G. M. Morlaiter. Il voler (pii annoverare tutte le altre particolarità ed oggetti preziosi di cui s’adornano la chiesa, la sagrestia ed il vicin seminario sarebbe opera assai lunga e non comportabile allo spazio clic ne viene assegnato. Pure a toccare d’ alcune diremo essere singolari le quattro colonne che reggono la vòlta della tribuna, perché di finissimo marmo e di dimensioni colossali. Vennero (pii trasportate dal teatro di Pola, secondo rapporta Scipione Malici nell’ opera Degli anfiteatri. — Preziosa è pure, come oggetto sacro, la imagine della Vergine, venerata sull’ara massima, qui tradotta nel IG72 dalla chiesa di San Tito in Candia, per cura dell’ illustre Francesco Morosini detto il Peloponnesiaco.— Notiamo ancora la tavola votiva d’ argento che pende all’ altare del Taumaturgo, commessa dalla repubblica, nel 1687, ad Antonio Boncaccma ; la lampada d argento che pende d’in mezzo alla chiesa, ordinata dal Municipio in rendimento di grazie alla Vergine per la liberazione del cholèra 1’ anno 1837, la quale, disegnata dal prof. Giuseppe Borsaio, fu lavorata