343 <■>> venula a Venezia del III Alessandro. Abbiamo dal decreto 28 de-cenibre 1340, aversi allora statuita la erezione della sala del consiglio maggiore, ed altre opere ad essa sala relative, come dal dello decreto; e dagli altri, 10 marzo 1342: 30 decembre 1344 e 24 febbraio 1349, nel quale ultimo si viene a conoscere che sospeso fu il lavoro I’ anno innanzi, a cagione dell’ orribile pestilenza che devastò la città. Dai quali decreti è convinto di errore il Sansovino, che dice incominciata questa sala nel 1309, e la cronaca Sivos, che la vuol principiata l’anno 1343. Per queste notizie esattissime torna pur falso l'asserto di coloro, compreso il Temanza, che assegnarono la fabbrica nuova del palazzo ducale all’ epoca di Marino Faliero. Essi non considerarono, che il Faliero fu eletto doge 1’ 11 settembre 1334, e soccombeva il 16 aprile dell’anno appresso, talché soli sette mesi e cinque giorni duco ; ed era quindi ridicolo il supporre, che in si poco spazio di tempo avessesi eretta quasi tutta la parte del palazzo,respiciente il molo, delta dagli scrittori architettala dal Calendario, il quale per soprappiù moriva col Faliero dichiaralo traditor della patria. Quindi non sarà più da attribuirsi al solo Calendario la gloria per la invenzione architettonica dell’ esterno di questo palazzo, e principalmente per quell' angolo sorretto da una sola colonna, al quale é affidata tutta la solidità dell’ edilìzio, e tiene in aria sospesa la sala del consiglio maggiore, nei di cui archi acuii passando il mite raggio di luna nella placida notte, tanta induce maraviglia e diletto nell’ osservatore, da farlo rimaner mulo alla vista di questa scena al tutto nuova in natura. Ciò diciamo perchè ci è noto essere stato il Calendario, non solamente architetto, ma eziandio uomo di mare, ed avere avuto obbligo di compiere cinque viaggi, e ciò per comandamento della signoria, datato nel 1330: viaggi che non furono eseguili da lui, perchè obbligalo di unirsi nelle guerre al capitano delle truppe venete Marino Ruzzini. Notizia questa che rivela aversi tenuto il Calendario più come architetto marittimo, c meglio utile nelle opere di Marte che in quelle di Pallade, almeno in quegli anni.