250 h> del nuovo instituto, e così prosperato durava da tre secoli in circa. Dopo il qual tempo, cioè nel 1584, il generale de’Minimi di san Francesco mandò a Venezia due sacerdoti dell'ordine suo, affinché procurassero di qui fondare un convento. Questi ottennero, pochi mesi appresso, dal senato di qui fermarsi. Pertanto, l’ospitale anzi descritto minacciante ruina ebbero da Marin Quirini, che in quei tempi era salilo al grado di vescovo concordiense. Confermata dalla santa Sede la donazione, sulle rovine dell’ atterrato oratorio si disposero i fondamenti di una nuova chiesa, e, presente il doge Pasqual Cicogna, Gio. Trevisano, patriarca di Venezia, metteva la prima pietra nel 1588. Soppressi gli istituti monastici nell’epoca più volte accennata, fu concessa la chiesa a succursale di San Pietro di Castello, e convertito il cenobio in militare caserma. Molle opere di pittura decorano questa chiesa. Giovanni Con-tarini condusse negli ultimi anni del viver suo 1’ operoso soffitto ; Jacopo Palina junior« dipinse, fra le altre cose, la tavola con la Vergine Annunziata, e quella con le sante Chiara e Caterina da Siena; Domenico Tiepolo espresse la liberazion di un ossesso, ed altri pittori, in fine, altri quadri condussero di minor nome e quindi non degni di nota. In questa chiesa si venerano i corpi dei santi martiri Alfonso e Giacinto, (pii venuti dalle romane catacombe. XLI. Anno 1591. Chiesa di san Nicola da talentino, una volta de’ chierici regolari Teatini, ora parrocchia. (S. di S. C. ) Venuti a Venezia san Gaetano Tiene e Giovanni Pietro Caraffa, poi papa sotto il nome di Paolo IV, per poco alloggiarono con la religiosa famiglia dal primo instituita nell’ ospitai degli Incurabili, per poco abitarono una casa nell’isola della Giudecca, e finalmente per poco stellerò nell’abbazia di San Gregorio, perché i divoti aggregati ad una confraternita di san Nicolò da Tolentino cessero loro l’oratorio posto nella parrocchia di San Pantaleone : ciò accadde nel novembre del 1528. Tali furono i principii qui in Venezia dei religiosi di san Gaetano, il (piale qui pure con essi dimorò per alcuni anni. Da questo tempo al 1591 raccolsero essi dalla pietà de’fedeli