<• 282 •*» e con I’ esborso di alquanti mila ducati del proprio, si desse principio alla edificazione di un tanto pio luogo. Ma nota il Martinioni citato, che la nuova chiesa fabbricata era di tavole ; nè prima si diede mano a murarla, se non dopo essere stato eretto almeno la metà dell’ edificio ad uso dello spedale. Quindi è ragionevole il supporre che non si tosto si desse mano pur anco a fabbricare lo spedale medesimo, il disegno del quale fu opera dello Scamozzi, e per questo compresi lo spedale e la chiesa nella collezione delle Venete Fabbriche. Lo Scamozzi infatti corrispose da suo pari nella disposizione della fabbrica, quantunque dato a lui fosse irregolare perimetro ; e piantò nel centro la chiesa, ed aprì ai lati due spaziosi cortili, intorno a’ quali dispose i tanti luoghi necessari all’ abitazione di malati, ed ai vari usi della stessa casa. E ben dice il dottissimo Diedo, che sebben la diversa destinazione ora data ad esso spedale non ci permetta di riconoscere l’ufficio delle singole parti, e quindi il merito dell’ ideata distribuzione; pure possiamo convincerci, anche a prima vista, clic il caritatevole asilo era abbondantemente fornito di tutte le esigenze richieste dal sacro e pio oggetto ; e che il saggio ordinatore si era proposto la prima di tutte le mire da aversi dovunque, e massime in luoghi siffatti, quella della salubrità, a cui ben provvedeva l’ampiezza degli accennati cortili e la vantaggiosa dimensione di tante stanze. La chiesa è preceduta da un atrio quadrato che serve d’ingresso all’uno ed all’altro cortile. V’ha una cappella pur essa quadrata, che contiene il maggior altare, e due nicchi a ciascun dei due lati longitudinali per ricevere i quattro minori, affine che 1’ area del tempio non rimanga punto impedita. La fronte della chiesa fu eretta col disegno di Giuseppe Sardi, e con l’oro di Jacopo Galli: fronte che, tranne poche mende, è reputata di maestosa semplicità. Fra le cose d’ arte degne da notarsi si osserva il nobile mo-numento di fino marmo, opera del citato architetto Giuseppe Sardi; monumento che divide 1’ atrio dal tempio, ed è sacro alla memoria del procurator di San .Marco Alvise Mocenigo, morto l’anno 165U,