•o» 362 opere mostranti i fatti più splendidi dell’antica nostra storia. Quindi nel primo si mostra Pipino che assedia Venezia ; nel secondo lo si vede battuto nel canale Orfano ; nel terzo il califfo di Egitto é fugato dai nostri ; nel quarto v’ è la presa di Tiro ; nel quinto é Ruggero re di Sicilia vinto in mare ; nel sesto Zara è domata ; nel settimo Cattaro è presa ; nell’ ottavo si mostra la splendida vittoria delle armi cristiane alle Curzolari; nel nono la fortezza di Margaritino vien demolita ; nel decimo i nostri vincono la memorabil battaglia ai Dardanelli ; nell’undecimo, finalmente, si esprime Cristo giudice della terra universa. Dipinsero queste ampie tele : la prima, la seconda, la settima e I’ ottava Andrea Vicentino ; la terza Santo Pe-randa ; la quarta 1' Alien se ; la quinta Marco Vecellio ; la sesta Jacopo Tintoretto ; la nona Pietro ne/otti; la decima il cav. Liberi; P ultima Jacopo Palma jnniore. La porta locata di fronte al trono é disposta a modo d’ arco trionfale, e fu cosi costrutta nel 1694 per onorare le gesta di Francesco Morosini detto il Peloponnesiaco. Negli intercolunni c nei fregi di essa porta, o meglio arco, Gìregorio Lazzarini dipingeva, nel migliore suo stile, sei figure simboliche, che Mengs stesso non avrebbe potuto colorire con più impasto e fusione di tinte : esprimono la Pace, che corona la Difesa e la Costanza, con da lungi Candia : la Religione, che offre stocco e pileo all’ eroe : il Merito, che ad esso medesimo porge i supremi gradi d’onore : la Morea fatta persona, presentata dall’ eroe a Venezia : la Vittoria navale in trionfo : e, finalmente, la Vittoria terrestre, che pur trionfa in Leucade ed in Nicopoli. Andrea Vicentino, poi Sebastiano Rizzi, P Aliense ed il Vecellio dipinsero le figure simboliche sopra le finestre, ed i Profeti sopra il trono, che però più non esiste ; Jacopo Tintoretto ed altri pittori fino a noi, colorirono le restanti imapni dei dogi fino a Lodovico Manin, che si veggono disposte nel fregio. 11 sofiitto, del pari magnifico e ricco quanto quello della sala del maggior consiglio, è tutto seminato di pitture ¡storiche e simboliche, e di chiaroscuri, con trofei e simboli di potenza e di virtù. Operarono le prime ed i terzi, cioè le istorie ed i trofei, Camillo Rallini, Giulio dui Moro, Francesco Rassano, P Aliense, il