o 599 «ss- la prima volta il Vespasiano posto in musica dal Pallavicino. Dopo il 1746 non servì che per recitare commedie. Caduto in molta ruina, la famiglia Gallo proprietaria pensava a ricostruirlo in nuova forma, anche perchè potesse servire a rappresentazioni diurne. Quindi, chiamato l’architetto Giuseppe Salvadori, disponeva egli 1 interno in modo da accogliere spettatori di tutti gli ordini. Componeva al basso perciò alcune gradinale, e il supcriore ordine divisò a loggia, affinché in ambi i luoghi, unitamente alla platea, si adunasse la plebe; il rimanente degli ordini de’palchetti accomodò in maniera variata e piacente. Il soffitto della sala teatrale è sostenuto da stili ad uso di padiglione ; i (piali, pria di reggere il soffitto, portano la cinta di muro tutta aperta all’ intorno con finestre da cui deriva la luce. Non può negarsi novità di pensiere nella disposizione di questo teatro, clic, per essere il maggiore per corpo di quanti ne esistono in Venezia, serve di circo alle rappresentazioni dei cavallerizzi ed altri giocolieri di simil fatta. E. (Teatro di San Samuele). La prima memoria clic troviamo di questo teatro, eretto aneli’esso dalla famiglia Grimani, è all’anno 1655, nel quale si recitarono commedie fino al 1710. Arse la notte del 50 settembre 1747, e l’anno appresso veniva rialzato col disegno e la direzione di Romualdo e Alessandro Mauri fratelli, architetti e pittori teatrali. Passato in proprietà del Ilimini, si tiene con molta trascuratezza ; e si è ben coslrutto nell’ interno, ed ha curva clic ben risponde all’ armonia. XXI. Dogana da mare alla Salute. Presa dal senato, nell’anno 1675, la deliberazione di ornare l’antica fabbrica della dogana da mare, affidò l’incarico alla procuratia de supra, acciocché si occupasse nell’ordinare cotanto lavoro. Chiamarono i procuratori Bal-dassare Longhena, a lui commettendo d’eseguire un disegno per questa nuova fabbrica, ed il Longhena il presentava il 2 ottobre dell’ anno accennato : ordinavasi quindi si desse mano al lavoro, ma intanto che incominciata si aveva la fabbrica dei magazzini, offerse il Longhena un secondo disegno per la decorazione della facciata (lì essa dogana, giacché il primo non gli «aveva punto soddisfatti. Nè