T «=4» fiG9 «®=- al Limbo, ambe provenienti dall’anti-segreta medesima. Paolo Caliari ha qui due opere esprimenti Cristo orante nell'Orto, e Adamo ed Èva che pentiti piangono il loro fallo; ambe venute dal salotto del savio alla scrittura. Jacopo da Ponte detto il Bussano fa bella mostra, coll’ Angelo che annunzia a’ pastori la sorta salute, colla Vergine in gloria e s. Girolamo nel deserto, e con l’entrata degli animali nella Noetica arca : stava la prima nell’accennato salotto, la seconda nella chiesa de’P. P. Riformati di Asolo, e 1’ ultima nell’ anti-segreta del collegio. 11 Bonifazio con cinque opere, svela la forza del suo colorito. Esprimono esse: la moltiplicazione de’ pani e de’pesci ; la pioggia delle cotornici; s. Marco che dall’alto porge il suo vessillo a Venezia; il Redentore sedente, e la "Vergine col Putto e li santi Battista, Barbara ed Omobono, quest’ultima col nome e l’anno 4533. Provengono la prima dal magistrato degli imprestiti, la seconda da quello del monte novissimo, la terza da quel del sussidio, la quarta dall’ altro di petizione, e l’ultima dalla scuola de’sarti. — Rocco Marconi mostra qui nell’Adultera la diligenza con la quale sapea condurre sue tele; questa provenuta dal capitolo di S. Giorgio Maggiore; e Carlo Caliari, con la Vergine tenente in grembo il morto Figliuolo, fa vedere come qui seguisse assai presso le orme del padre : prima stava nella chiesa di S.la Maria di Belluno. Francesco da Ponte e Antonio Vassilachi detto l'Aliense, quello con s. Giovanni Evangelista, e Cristo incontrato dalle pie donne, e questo con s.la Giustina, svelarono di che eran capaci, quantunque vissuti in età alquanto degenere. Venivano queste tre tele dal salotto del savio alla scrittura, e dalla stanza de’ capi del consiglio de’ X. Diverse tele si veggono di Francesco Zuccarelli, con paesi e macchiette ¡storiche, provenute dalle stanze abbaziali di S. Giorgio Maggiore e dal già palazzo Pisani nella villa di Strà; e infine Alberto Dxirero ha qui Cristo mostrato al popolo da Pilato, tavola era nella stanza degli inquisitori di Stato. III. Raccolta Correr, ora Municipale. Dopo aver speso molto oro e cure per raccogliere infiniti capi d’ arte di curiosità, libri, manoscritti, stampe, ecc., il nobile Teodoro Correr, morendo, legava alla patria questa sua copiosa raccolta, in uno al palazzo che la conteneva, e con esso le rendite per poter conservarla, e mantenervi un direttore, un vice-direttore ed un custode, sotto la tutela del Municipio. Il quale faceva da prima disporre, sculture, armi, dipinti, curiosità varie, cammei, manoscritti, libri, stampe, medagliere, musaici, e quanto altro compone la raccolta distinta. Poi sceglieva direttori a sorvegliarla e a mantenerla in buon ordine. Fu primo direttore il co. Marcantonio Corniani, e lui morto, fu condegnamente scelto il prof. Luigi Carrer notissimo e celebrato. Il vice-direttore è il nob. Foscarini Vincenzo, conosciuto pei suoi versi vernacoli. Nel pian