fra’ quali nc piace notare quello esprimente la Vergine che il Figlio suo presenta a santa Caterina, conservatissimo e certo della primissima epoca della scuola nostra. XXIV. Anno 1517. Arciconfratfrnita ni san rocco. (S. diS. P.J La confraternita di San Hocco, avvegnaché fosse un tempo di numero la quinta, era la più ricca ed illustre delle sei, che portavano il titolo di grandi, e godevano di molti privilegi e di somma considerazione ; tantoché i ricchi testatori le istituivano amministratrici dei legati ch’essi lasciavano ai poveri, donde il loro guardian grande, che durava un anno nel reggimento, era paragonato per dignità ai procuratori di San Marco (1). Quella di San Rocco fu inoltre così prediletta dal veneto senato, pei suoi meriti verso l’umanità e la patria, che, scioltala da ogni dipendenza, non la volle soggetta se non all’ autorità del patriarca, c stabilì che dinanzi a qualunque tribunale le sue liti fossero favorite di più sollecita spedizione. 11 culto di san Rocco in Italia, dove avea predicato, ed in Francia, dov’ avea veduta la luce, risale quasi ai tempi della sua morte accaduta in Mompellieri, l’anno 1327. Non pertanto le prime notizie della confraternita, istituita nella nostra città sotto il suo patrocinio, non si trovano che all’anno 1415. — Esistevano allora due confraternite col nome stesso; la prima, donde trasse origine la presente, nella chiesa di San Giuliano; l’altra, di cui ogni documento é perito, nella chiesa de’Frari. Quella di S. Giuliano, con dimostrazioni singolari di penitenza e di carità nella crudel pestilenza, che del 1478 afflisse la città, destò tanto amore ed ammirazione, che, sebbene in quell’ anno fosse stata annoverata, col titolo di picciola, fra le scuole minori, pure il numero de’ suoi confratelli era sì rapidamente cresciuto, che si trovò necessario l’anno medesimo, per convenzione fatta coi monaci di Santa Maria Gloriosa, di erigere dalle fondamenta una cappella a di lei uso esclusivo. Due anni dopo, per concessione dei X, si unì questa alla scuola che sussisteva nella chiesa medesima de’ frati, e (i) Centanni, de Magistrati, ecc., lib. V.