^ 204 -=> inlitolossi scuola grande. Finalmente, il 10 marzo 1481 furono estese ed approvate le sue costituzioni. In occasione della peste del 1484, acquistò questa scuola, col-l’accortezza di due frati padovani ( che rapirono dalla chiesa di Voghera in Lombardia dov’erano neglette), le ossa del santo patrono (1), e furono deposte nell’anno seguente in S. Giminiano ; intanto che la confraternita, demolito il tempio innalzato da lei alcuni anni prima nella parrocchia de’Frari, si ritirò per gravi, ma ignoti motivi, in quella di Santa Susanna, di origine sconosciuta, sui confini di San Samuele, onde allora essa chiesa inlitolossi di San Rocco e di Santa Susanna. Del I486, acquistato l’antico palazzo de’patriarchi di Grado, appartenente alla mensa patriarcale, c contiguo alla chiesa di San Silvestro, vi trasferì, coll’ intervento delle altre quattro (■) Vorrebbe la critica che qui si parlasse della salma di questo gran santo, del quale due città si disputano il possesso, la nostra, cioè, ed Arlcs; ma scudo gelosa cosa toccare un punto che riguarda la pia credenza, reputiamo utile di riferire soltanto alcuni fatti, acciocché da questi giudichino i sapienti quale de' due possa essere il vero corpo di san Rocco. Dai documenti pubblicati da Giatnb. Soravia nel 111 volume delle Venete Chiese da lui descritte ed illustrate, appare essere stato il corpo di esso santo tradotto da Voghera nel i485. Ma documenti più antichi e che risalgono al i3j2, attestano il trasporlo di quella sacra salma ad Arlcs, ove tuttora si venera. E di vero, da questa ultima città partirono le principali reliquie di s. Rocco, che sparse sono in Ispagna, in Fiandra, a Roma, a Torino ed altrove. La regina Maria, moglie di Luigi XV, poiché fece erigere una cappella in onore del santo nella chiesa patriarcale di s. Luigi a Versaglia, domandò reliquie di esso santo a monsignor di Tullimac, arcivescovo di Arles, con lettera degli 11 ottobre 1764, ed il prelato, per soddisfare la divozione della pia regina, apri la cassa ove sono racchiuse, e ne trasse una delle ossa, che a lei mandò tosto.— Quindi è assai probabile, dicono i compilatori dei Fasti della Chiesa (voi. Ili, pag. 35o, Milano, 1828), che porzione del corpo del santo sia in Arles ed altra porzione in Venezia. Se diamo però uno sguardo all’ atto consolare della città di Voghera, il quale testimonia all'anno 14G9 la invenzione del corpo di questo santo fatta nella chiesa dello spellale di santo Enrico di quella città, sapremo che: Facta diligenti inquisitione, rtpertum est sull altari medio existente in dieta ecclesia in quodam satis honora-bili sepulchro in modum archae Corpus humatum. omniaque ossa curri omnibus juncturis, et caput integre in eodern in modum quod mirabile videtur, nec haesi-tandurn est immo ex omnibus conjecturis dicendurn ipsurn esse Corpus praejacti Sancii fiochi ex quo provideri, etc.; non riman luogo ad ammettere le supposizioni de’ compilatori citati, che vogliono, come vedemmo, la esistenza di parte della sacra salina in discorso a Venezia, e parte nella città di Arles.