134 «3» lui ricevellero il maggior lustro : più lontane la Scultura e l’Architettura, quali ministre dell’ ultimo suo trionfo ; e agli angoli dello zoccolo siedono, in grave atto e cogli attributi che li distinguono, i secoli XVI e XIX, i due secoli, che congiunsersi nel generoso uffizio di esaltare Tiziano, il primo ascrivendolo, vivo, all’ equestre nobiltà : eqves titianvs siet, 1’ altro albergandolo, estinto, in decoroso sepolcro : titianvs monvmentvm erigito. Nel mezzo dello zoccolo stesso, due geni sostengono una corona contesta d’alloro e di ulivo, nel centro della quale è scritto : ferdinandvs . titiano. Al sommo dell’ attico s’ atteggia il leon di san Marco, superbo di accogliere all’ ombra delle aperte sue ali le reliquie di quell’ uomo, il quale gli valse sopra tutti quel genere di gloria, che il tempo non fura. Ma passando ad accennare le altre opere di scultura in questo tempio esistenti, ricorderemo da prima il maggior altare, magnifico in vero, ed ornato da due colonne scanalate, con fregio ed intagli di squisito lavoro, nel cui pinacolo s’innalzano tre ottime statue figuranti Cristo trionfatore di morte, il Serafico e il Taumaturgo : lavoro questo nobilissimo del 1516, come s’ impara dalla iscrizione ivi scolpita. L’altro altare della Concezione è pur meritevole di nota, sia per la bontà del disegno, come pei marmi di cui va ricco, sen-dovi impiegato a larga mano il porfido. Bello pure e di ottimo gusto è 1’ altro altare della Purificazione ; e ricco poi, se non puro, è quello dicato al Taumaturgo di Padova, eretto nel 1663 col disegno di Baldassare Longhena. Costrutto del più eletto marmo di Carrara, ha quattro spiccate e grandiose colonne composite, e due minori, ed angeli ed ornamenti operosi, e in fine nove simulacri spri-menti Cristo risorto, e le virtù della Fede, Speranza, Carità, Verità, Giustizia, Meditazione, Temperanza e Fortezza, la maggior parte lavoro di Giusto de Curt. In mezzo però a tanta ricchezza di sculture e di marmi, è doloroso vedere il simulacro del Divo, a cui è sacro F altare, intagliato rozzamente in legno e vestito qual bamboccio. E poiché parliam degli altari, ricordiamo, quantunque di legno, i due eretti dai Milanesi e dai Firentini, che aveano in questo