<»• 281 't> Ha questa chiesa alquante preziose reliquie ; cioè una porzione della Veste inconsutilc di Gesù Cristo ; il corpo di sant’ Antonino martire, ed alcune ossa de’ santi Innocenti, oltre ad altre minori. Il parroco di questa chiesa Cristoforo, da alcuni cognominato Tancredi, sedè nell’ 807 sulla cattedra d’ Olivolo, come rapporta 1’ Orsoni. LUI. Anno 1623. Il cesò, maria e Giuseppe, chiesetta e convento, una volta di monache Agostiniane, ora di Seixite di santa Maria del Pianto, f S. di S. C.J Angela e Lucia Pasqualigo sorelle, tornate dall’ isola ili Candia, ove aveano vestito 1’ abito monastico, instituí* rono nel 1623 una congregazione di donne pie. Dieci anni dopo, cioè nel 1633, dilatarono il monastero, e diedero principio alla fabbrica della chiesetta presente, la quale fu ridotta nel breve giro di un anno a perfezione. Innocenzo X approvava poi la clausura loro nel 1647, ed in questa durarono fin al 1805, in cui veniva soppresso il monastero, e passale le monache nel convento di Sant’An-drea.— Per opera del piissimo parroco di San Cassiano Domenico Bazzana, venivano nel 1821 in questo convento introdotte le monache Servite Eremitane col titolo dell’Addolorata. Nulla opera d’arte è qui da rilevare, tranne due brevi tavole d’ altare dipinte «lai vivente Lattanzio Querena. Alcune reliquie dei santi martiri tratte dai cimiteri di Roma qui si venerano, fra cui il corpo di santa Sabina e le teste dei santi Flavio e Massimino. LIV. Anno 1636. Chiesa ni san l\zzaro de’ mendicanti, ad uso dello spedale maggiore. (S. di Cast. ) Poniamo a quest’ anno la fabbrica della chiesa intitolata a San Lazzaro, perché sappiam dal Cornaro essere stata appunto in quest’ anno perfezionata, e consécrala nella seconda domenica dell’ Epifania, il Martinioni narra, che il 10 decembre 1601 per pubblica concessione si trasportarono i mobili tutti dall’ isola di S. Lazzaro, acciocché servissero ad uso di questo nuovo spedale, applicandovi anco tutte le entrale e le rendite di essa isola. Cura principalmente n’ ebbe Nicolò Quirini, senatore di molta bontà, il quale si adoperò di maniera che col suo mezzo, vol. ii, p. il. 36