<ì* *3> iscrizione rilevasi. Vedesi in una stanza il soffitto di scuola veneta, forse del Molinari, rappresentante le belle arti tributarie a Giunone. E sarebbe a desiderarsi che con eguale integrità si fossero conservati gli affreschi della gran sala da ballo di Domenico Tiepoletto, cogli abbellimenti di Mengozzi-Colonna ; sala che adesso si presta ai tipografici lavori dell’ operoso proprietario, che converse questo ampio recinto in grandiosa officina, ove s’imprimono grandiose opere letterarie, di cui é detto altrove in questa opera. LXV. Palazzo pesauo ( San Cassiano, sul canal grande ). La data della fondazione di questo palazzo, che é il 1679, trovasi in numeri romani sovra un cartello tenuto in mano da una statua decorante la facciala. Leonardo Pesaro, procuralor di San Marco, ne ordinò in quest’ anno 1’ edificazione all’ architetto Baldassare Longhena, condotta a termine nel 1710 colla spesa di 500,000 ducati. Lo stile risente il gusto del secolo, e lo si accusa specialmente di pesantezza e di soverchia maniera nelle sue parti. Veggonsi nel prospetto sparse a fregi ed ornati belligere teste, e celate, e quanto potea servir di allusione al potente genio guerriero di quella famiglia. Gl’ interni pregi sono l’ingresso grandioso ; il cortile cinto di poggiuoli ; nobili ed eleganti scalee in più rami divise, senza perdere nella distanza della necessaria maestà ; ben cento stanze, con sclte soffitti dipinti da maestro pennello. Ora serve ad uso di collegio ai monaci Armeni di San Lazzaro in isola. LXVI. Palazzo uezzonico ( San Barnaba, sul canal grande ). Anche questa è opera di Baldassare Longhena, imponente pelle grandiose sue proporzioni, se non felice ne’ suoi particolari. Il prospetto è in tre ordini : dorico, ionico e corintio. L’ultimo piano ( cui mettono interne scale che si trovano in fondo all’ atrio presso la riva nobile, essendovi un allro approdo di fianco nel rivo, a maggiore comodità ) fu aggiunto da Giorgio Massari. Per la stessa grandiosità della fabbrica, tutta di pietra istriana, non poterono usare di questa dimora i Rezzonico se non nel 1746, sicché il pontefice di questo nome, Clemente XIII, non ebbe già in queste soglie i natali, nato il 7 marzo 1693. Ad onta della irregolarità dell’area dal Iato